FAQs sulle AZIONI CIVICHE

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Gli allegati tecnici, depositati a Dueville (VI); foto diffusa dai cittadini depositanti l’istanza al Sindaco, 2018

Questa è una pagina di contatto con un insieme di FAQs (domande poste frequentemente e relative risposte) in merito all’azione civica nazionale proposta sulla base del principio di sussidiarietà orizzontale, ai sensi del IV comma dell’art 118 della Costituzione della Repubblica italiana.
Alla base delle nostre azioni civiche, vi è la cosiddetta istanza, rivolta alla P.A. (Pubblica Amministrazione) sulla base del citato principio di sussidiarietà orizzontale.
La istanza declinata secondo questo principio costituzionale, è la richiesta di un procedimento amministrativo alla P.A. con la quale la cittadinanza si affianca orizzontalmente alla P.A. nell’interesse generale, proponendo suggerimenti o adozioni di politiche o provvedimenti particolari, oppure consigliando le opportune correzioni ad un agire amministrativo o politico non rispettoso di principi o convenzioni oppure non proporzionale ed adeguato nelle sue misure o implicazioni per la società civile. La istanza, nella definzione di  LineaAmica.gov, è formalmente un “[…] atto di impulso procedimentale attraverso la quale il proponente richiede all’Amministrazione l’avvio o l’adozione di un provvedimento”.
In passato abbiamo promosso l’istanza al Sindaco del 2018 e la sua naturale evoluzione, la Istanza ai Ministri ed al Capo dello Stato del 2019, sempre a difesa di diritti civili ed umani contro ogni discriminazione e violazioni di principi bioetici (sanciti e disciplinati a livello internazionale, e vincolanti giuridicamente per l’Italia) e della libertà individuale che è inviolabile secondo il diritto naturale (giusnaturalismo).
La libertà individuale è richiamata anche dagli artt. 2,3 e 13 della Costituzione della Repubblica italiana.

“La scuola è aperta a tutti”, recita il I comma dell’art. 34 della Costituzione. Nell’anno 2020 – a seguito delle draconiane misure di contenimento adottate dalle Autorità per fronteggiare l’emergenza Covid-19 – abbiamo deciso di promuovere l’Istanza al Ministro della Istruzione, per un ripristino della ordinaria attività educativa scolastica il prima possibile, e per opporci alla didattica mista/in presenza e telematica virtuale (DAD) ed al “distanziamento sociale”, che da misura provvisoria (comprensibile in una situazione contingente emergenziale) qualcuno vuole strutturare in misura permanente del vivere civile e sociale, con grave danno alla collettività, ai rapporti umani in generale, ed in particolare all’età dello sviluppo.

FAQs

Domande poste frequentemente proposte con l’azione civica nazionale ad adesione libera e volontaria

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Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2020

ISTANZA AL MINISTRO DELLA ISTRUZIONE

ISTANZA AL MINISTRO DELLA ISTRUZIONE:
RITORNO A SCUOLA CON DIDATTICA “IN PRESENZA” ED IN VICINANZA,
CONTRO OSTACOLI ALLA SOCIALITÀ, PER LA SALUTE DI BAMBINI, FAMIGLIE
ED IL RISPETTO DELLA LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE (anno 2020)

https://11marzo2018veronacittadinisovrani.wordpress.com/2020/05/11/istanza-al-ministro-della-istruzione-ritorno-a-scuola-con-didattica-in-presenza-per-la-salute-di-bambini-famiglie-ed-il-rispetto-della-legittimita-costituzionale-2/

1) La istanza al Ministro della Istruzione si presenta singolarmente o in gruppo?
La istanza può essere presentata sia singolarmente come singoli cittadini, sia in piccoli gruppi formati ad esempio da 4/5 persone o anche 30/50 persone, sia come comitati o associazioni: l’importante è che vi siano tutti i dati essenziali di chi la presenta e venga indicato un referente (capogruppo) per la risposta qualora sia una istanza di gruppo.

2) Devo allegare tutti i documenti alla istanza?
Sì, la relazione tecnico-giuridica a firma dell’Avvocato Grazia Cutino richiama alcune delle relazioni ALLEGATI medico-scientifici ed epistemologici, a firma del dottor Fabio Franchi, della dr.ssa Anna Rita Iannetti e del prof. Marco Mamone Capria) presenti sul sito “11marzo2018veronacittadinisovrani”, che sono scaricabili gratuitamente e liberamente utilizzabili.

3) Posso allegare altre relazioni o documenti alla istanza al Ministro, diverse da quelle già richiamate e citate dall’Avvocato Grazia Cutino?
Sì, nondimeno lo si sconsiglia a meno che non siano dei documenti tecnici personali oppure molto importanti ai fini della comprensione della propria personale istanza; già gli allegati scaricabili dal sito sono ricchi di sufficienti informazioni, dati ed argomentazioni cruciali per motivare una tale istanza di ripresa e ripristino il prima possibile della ordinaria attività educativa e di istruzione scolastica, solo in presenza dei docenti ed all’interno dell’edificio scolastico, e priva di didattica mista (DAD) ed ostacoli alla socialità come “distanziamento sociale” /protezione naso bocca, od altre misure non giustificate e non proporzionali rispetto al rischio corso nell’età pediatrica.

4) Si possono inserire esperienze personali nella istanza?
Certamente, se all’interno delle relazioni tecniche vi sono dei punti che richiamano il vostro vissuto umano come genitori oppure come personale docente o dirigenziale, è doveroso e molto significativo inserire le vostre riflessioni, come genitori o addetti ai lavori del mondo della scuola (insegnanti, docenti, dirigenti).
La istanza può essere fatta anche a titolo personale come semplici cittadini (e genitori), se da figura professionale in ruolo, non ci si sente a proprio agio.
L’istanza è e deve essere personale, esprimere un proprio disagio morale, sociale e civico come cittadini indignati: si consiglia di farla non più lunga di 1 – 3 pagine.
L’importante è evitare il cosiddetto “copia ed incolla”, perché istanze simili, nel testo e nelle motivazioni, e non personali, potrebbero costituire ridondanza di richieste alla pubblica amministrazione. Dunque evitare modelli scaricabili e pre-compilati. Fare istanze personali è la via migliore. Anche come efficacia della azione.
Si può prendere spunto – estrendone passaggi – dal manifesto di azione civica del sito, intitolato “ISTANZA AL MINISTRO DELLA ISTRUZIONE: RITORNO A SCUOLA CON DIDATTICA “IN PRESENZA”, PER LA SALUTE DI BAMBINI, FAMIGLIE ED IL RISPETTO DELLA LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE”

5) Ci sono ripercussioni legali per chi presenta la istanza al Ministro?
Ferma restando la responsabilità individuale di quanto si scrive di proprio pugno (buona educazione e rispetto per l’ente a cui si scrive), le argomentazioni legali e tecniche prodotte sono a firma di specialisti; l’istanza non è né una diffida, né una denuncia alla Autorità giudiziaria; si tratta di una semplice richiesta/proposta alla Amministrazione statale secondo lo stato di Diritto ed il principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118, IV comma Cost.) ed il principio di proporzionalità recepito dal diritto comunitario, da parte di una cittadinanza inquieta e preoccupata; le Autorità sono tenute a prenderla in considerazione; l’istanza è una precisa richiesta di un procedimento amministrativo nell’interesse generale; il Ministro pro tempore od i suoi delegati come P.A., sono tenuti per Legge a rispondere alla richiesta di un atto amministrativo dando riscontro entro termini ben precisi (oppure motivando il ritardo nella risposta se oltre i termini), e la risposta deve essere sulla base della documentazione sottoposta.

7) Il Ministero della Istruzione od i suoi delegati, sono obbligati ad accettare l’istanza ed a fornire un nr. di protocollo alla istanza?
Sì sono obbligati e non possono rifiutarsi, ma visto il numero di pagine di allegati ed il grande numero di diverse e personali istanze possibili inviate, potrebbe essere che non sia subito disponibile un numero di protocollo, oppure sono possibili ritardi nella risposta

8) Può firmare l’istanza rivolta al Ministro una mamma od un papà che però non ha ancora la cittadinanza italiana?
La risposta è sì, certamente un cittadino non italiano – ma residente nel Comune e dunque nell’iscrizione anagrafica dello stesso – è parte integrante del tessuto sociale della comunità locale, e dunque usufruisce di servizi scolastici se genitore ed è utente, infatti è tenuto a pagare tributi al Comune ed allo Stato come tutti i contribuenti, stabiliti dalla normativa locale e statale, e può usufruire di agevolazioni sociali come tutti, se ne ha diritto; dunque, certamente può firmare la istanza, basta sia un cittadino del Comune (ivi residente).

9) Se si invia la Istanza al Ministro, per conoscenza anche al Consiglio Regionale della propria Regione, ed un Consigliere Regionale vuole agire, cosa deve fare?
Con la presenza di uno o più Consiglieri regionali di cui sia certa la volontà di agire a tutela della inclusione scolastica e del ripristino il prima possibile della normale attività educativa in presenza e senza ostacoli alla socialità ed al contatto, in ottemperanza al principio di proporzionalità del diritto comunitario (CDFUE, Carta di Nizza, art. 52) e come da diritto costituzionalmente garantito e da trattati che regolano medicina e bioetica e diritti del fanciullo, normati dal diritto comunitario (CDFUE) ed internazionale (Convenzione sui Diritti del fanciullo, New York 20 novembre 1989), può sempre portare la questione in Consiglio regionale con una mozione, perché poi la Regione possa portare il proprio punto di vista presso la seduta della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano

10) È necessario presentare copia della propria carta d’identità o qualunque altro documento di riconoscimento valido (esempio, la patente), allegandola alla istanza al Ministro?
Allegare sempre alla istanza – per scrupolo – la copia carta d’identità propria in corso di validità (fronte e retro) o altro documento di riconoscimento valido, e di tutti i firmatari l’istanza stessa. Tutti gli allegati devono essere in formato PDF se si presenta via PEC. Tipologia documenti inviati via PEC, in formato PDF
Allegati provenienti da acquisizione da analogico (scansioni), PDF.
Generalmente NON sono ammesse firme in formato immagine.
In genere la P.A. valuta la correttezza formale dell’istanza/dichiarazione,
e se mancano documenti, scrive e li richiede.

11) Una volta redatta la istanza, come si procede all’invio telematico tramite PEC, qualora non si usi l’invio postale cartaceo tramite raccomandata A/R?
Una volta stampata la istanza e firmata in umido in calce (con penna ad inchiostro) da tutti i firmatari, la istanza stessa – e le relazioni tecniche e le copie del documento di riconoscimento dei firmatari – vanno allegate come diversi files PDF, istanza inclusa, alla lettera PEC rivolta alle Istituzioni.
Come riferimento normativo per la istanza inviata telematicamente, si legga l’articolo 65 del Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, s.m.i., rubricato come “Istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica”. Si legga in proposito anche l’art 61 del D.P.C.M. 22 febbraio 2013, recante “Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali” che stabilisce che “L’invio tramite posta elettronica certificata di cui all’art. 65, comma 1, lettera c-bis) del Codice, effettuato richiedendo la ricevuta completa di cui all’art. 1, comma 1, lettera i) del decreto 2 novembre 2005, recante “Regole tecniche per la formazione, la trasmissione e la validazione, anche temporale, della posta elettronica certificata” sostituisce, nei confronti della pubblica amministrazione, la firma elettronica”.
Fonte: “Validità delle istanze trasmesse alla PA via PEC anche se prive di firma digitale”, di Guida Francesco,9 aprile 2015 , http://www.diritto.it

Si legga in proposito anche le linee guida qui di seguito richiamate da Linea Amica
La P.A. al tuo servizio:

http://www.lineaamica.gov.it/risposte/linvio-istanze-e-dichiarazioni-telematica-alla-pa-e-ai-gestori-servizi-pubblici

[…] “invio di istanze e dichiarazioni alla Pubblica Amministrazione per via telematica. L’istanza, infatti è l’atto di impulso procedimentale attraverso la quale il proponente richiede all’Amministrazione l’avvio di un procedimento o l’adozione di un provvedimento . La comunicazione tra le imprese e la Pubblica Amministrazione deve avvenire esclusivamente attraverso strumenti telematici, mentre per i privati cittadini non è ancora un obbligo. Si possono presentare in via telematica alla pubblica amministrazione:

* documenti e dichiarazioni (ad esempio la copia di autocertificazioni);
*  istanze (ad esempio per richiedere un certificato);
* richieste di accesso anche ad atti e documenti amministrativi.”

12) Qual è il link d’invito per unirsi alla chat di gruppo Telegram dedicato alla istanza al Ministro?
htts://t.me/joinchat/FTPPg0eDTle6X_H-PshMGw

13) Se invio la instanza via PEC, dove e come allegare il testo della istanza?
Il testo della istanza – firmato in umido ed in calce dal singolo proponente oppure dai tutti i firmatari se istanza di gruppo (in tal caso va indicato un referente/capogruppo per la risposta) – deve essere scansionato una volta raccolte tutte le firme, e trasformato in file .PDF  A questo punto la istanza costituirà l’allegato principale, con le relazioni tecniche allegate (e le copie carte di identità scansionate in altro allegato, nell’ordine dei firmatari), ed il corpo testo della PEC sarà costituito solo da poche righe di presentazione ed accompagnamento.
Se invece la istanza viene inviata tramite posta raccomandata avviso di ricevimento, si avrà cura non solo di scansionare per scrupolo l’intero documento, prima della spedizione cartacea, ma anche di produrre tante copie necessarie per l’inoltro per competenza/conoscenza agli altri enti/istituzioni in leale collaborazione con il Ministero dell’Interno, od interessati a vario titolo alla educazione scolastica ed alla salute.

14) Posso firmare più istanze alla stessa Pubblica Amministrazione (allo stesso ente istituzionale), aventi per oggetto il ripristino della ordinaria attività educativa scolastica, contro la Didattica mista/Didattica a Distanza strutturata permanentemente, e contro misure di contenimento che costituiscono ostacoli alla socialità ed alla comunicazione empatica nell’età dello sviluppo, e non giudicate proporzionali al rischio corso?
Dipende: se si tratta di istanze molto simili o analoghe nella stesura e nel criterio di richiesta di procedura amministrativa (impulso di avvio amministrativo, ai sensi del principio di sussidiarietà orizzontale), non si può firmare più volte, in quanto si tratterebbe di rindondanza di richiesta alla pubblica amministrazione, con danno alla stessa. La risposta dunque è no, in linea generale.
Se invece si firma un generico appello non molto specifico, preparato e sottoscritto da altre realtà associative e che non si fonda sulla richiesta di una “istanza ai sensi del principio di sussidiarietà orizzontale”, è naturale che si possa poi procedere anche autonomamente, scrivendo una propria personale istanza, fondata su specifici documenti, ed argomentata ed ai sensi del principio di sussidiarietà orizzontale e del principio di proporzionalità.
La risposta alla domanda dunque è funzione di cosa si firma precedentemente, e di cosa poi si produce eventualmente in un secondo momento. Bisogna prestare sempre attenzione alla firma apposta a petizioni ed appelli, leggendo con attenzione il testo del documento.

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ISTANZA AI MINISTRI ED AL CAPO DELLO STATO
(anno 2019)

CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DI ACCESSO SCOLASTICO, LA MEDICALIZZAZIONE FORZATA E DISCRIMINATORIA, E LA TEORIA GENDER 

https://11marzo2018veronacittadinisovrani.wordpress.com/2018/12/12/istanza-al-ministro/

FAQs

Domanda: Perché avete scelto di inserire la teoria gender nell’istanza ?

Risposta: Allargare la istanza a più Ministri è fondamentale per avere più dicasteri sensibili al tema della inclusione scolastica. Siccome servirà una deliberazione in CdM ed una concertazione fra dicastero del Miur e della Salute, abbiamo bisogno di più ministri che cooperino fra di loro, ed il Ministro per la Famiglia e le disabilità, dubitiamo sia molto sensibile o addentro al tema dei vaccini e dei danni da vaccino, dei diritti e doveri (non ci pare si sia pronunciato pubblicamente numerose volte in proposito) e ha anche disdetto all’ultimo momento un incontro con danneggiati da vaccino e loro famiglie, che si doveva tenere a Verona. È però sensibile ai valori della famiglia tradizionale, ed alla responsabilità genitoriale, alla cura e ambito decisionale familiare, così come l’onorevole Matteo Salvini. Parlandogli di una tematica bioetica che gli sta a cuore, potrà anche apprendere i gravi pregiudizi arrecati agli obiettori alla vaccino profilassi ed ai danneggiati da vaccino; inoltre il tema “gender” si riallaccia alla medicalizzazione estrema e spinta in campo adolescenziale ed infantile, e torniamo al tema della autodeterminazione del cittadino e al consenso libero ed informato, e al rapporto beneficio/rischio di un atto sanitario, ed all’assalto alla psiche ed al “soma” infantile ed adolescenziale, da parte di una medicina che tutto reifica a protocolli, linee guida, e interessi farmaceutici da capogiro.
Tutto ciò non riguarda solo i vaccini: è bene che ne prendiamo atto.
Ribadiamo inoltre, che chi non condivide certi contenuti, è libero di cassarli, cancellarli, e personalizzare la istanza come meglio crede.

Nondimeno due (2) ministri – Ministro della Salute e MIUR- non sono sufficienti per proporre una deliberazione in CdM (per un DPR o un DL, cioè Decreto Legge, in caso di riconosciuta necessità ed urgenza): ci vuole consenso ed appoggio da parte dei colleghi e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La citazione delle indagini preliminari penali in corso presso più Procure della Repubblica italiane è FONDAMENTALE nella istanza, per perorare la istanza e far VIRARE / dirottare la eventuali opinioni vincolanti del Consiglio di Stato e del CCS (Consiglio Superiore di Sanità), verso un atteggiamento ed un parere tecnico obbligato che sia all’insegna della prudenza e della precauzione.
Da qui si spiega anche perché fare la istanza anche al dicastero della Giustizia (la magistratura inquirente indaga sui farmaci vaccini, nell’ambito della loro sicurezza come prodotti farmaceutici).
Il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente, è poi giustificato dalla presenza di tracce di glifosato (un diserbante impiegato nelle coltivazioni, dalle proprietà sospette cancerogene) rilevato in alcune analisi su campioni di vaccini ad uso umano.
L’istanza al Ministero dell’Interno è motivata dal suo tutelare la sicurezza dei cittadini, ed il TULS (Testo Unico delle Leggi Sanitarie, vecchio Regio Decreto ancora parzialmente in vigore nell’ordinamento giuridico italiano), in passato prevedeva proprio l’azione di enti e soggetti facenti capo al Ministero dell’Interno, e le competenze statali dell’epoca, ora sono passate al Ministero della Salute ed alle Regioni. Ma la vecchia figura del podestà – oggi ascrivibile al Sindaco – aveva determinati poteri in ambito locale per garantire la sicurezza e l’incolumità (anche sanitaria) dei propri cittadini.

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ISTANZA AL SINDACO (anno 2018)

CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DI ACCESSO SCOLASTICO
PREVISTA DALLA
LEGGE 31 luglio 2019 n.119

1) Se i propri figli frequentano la scuola in un comune diverso da quello della propria residenza, dove è necessario e possibile presentare l’istanza?
È fondamentale presentare la istanza al Sindaco del comune dove si trova ubicata la scuola, e per conoscenza al sindaco di residenza.

2) La istanza al Sindaco si presenta singolarmente o in gruppo?
La istanza può essere presentata sia singolarmente come singoli cittadini, sia in piccoli gruppi formati ad esempio da 4/5 persone, sia come comitati o associazioni: l’importante è che vi siano tutti i dati essenziali di chi la presenta, e venga indicato un referente per la risposta.

3) Devo allegare tutti i documenti alla istanza?
Sì, la relazione legale (quella ottima a firma dell’Avvocato Roberto Mastalia“Tutela dei diritti fondamentali…” – non è più disponibile, e sostituita da una altrettanto valida ma diversa, a firma della dr.ssa Simona Giacchi) richiama tutte le relazioni (ALLEGATI numerati) presenti sul sito “11marzo2018veronacittadinisovrani”, che sono scaricabili gratuitamente.

4) Posso allegare altre relazioni o documenti alla istanza al Sindaco, diverse da quelle già richiamate dall’Avvocato Roberto Mastalia?
Sì, nondimeno lo si sconsiglia a meno che non siano, essi, dei documenti tecnici personali o molto importanti ai fini della comprensione della istanza, in quanto già gli allegati scaricabili dal sito sono ricchi di sufficienti informazioni, dati ed argomentazioni cruciali per motivare una tale istanza di disapplicazione dei dispositivi coercitivi della legge nr. 119/2017; nel caso si alleghino altri documenti, specificarli nella istanza, ed indicarli come extra documenti, che non sono stati né letti né esaminati dall’Avvocato Roberto Mastalia e su cui non può rispondere, e dunque vengono allegati per iniziativa autonoma, e scelta personale, del cittadino.

5) Si possono inserire esperienze personali nella istanza?
Certamente, se all’interno delle relazioni tecniche vi sono dei punti che richiamano il vostro vissuto è doveroso e molto significativo inserire le vostre riflessioni.
L’istanza è e deve essere personale, esprimere un proprio disagio morale, sociale e civile come cittadini indignati: si consiglia di farla non più lunga di 1 – 2 pagine.
L’importante è evitare il cosiddetto “copia ed incolla”, perché istanze simili, nel testo e nelle motivazioni, e non personali, potrebbero costituire ridondanza di richieste alla pubblica amministrazione. Dunque evitare modelli scaricabili e pre-compilati. Fare istanze personali è la via migliore.

6) Ci sono ripercussioni legali per chi presenta la istanza?
Ferma restando la responsabilità individuale di quanto si scrive di proprio pugno, le argomentazioni legali e tecniche prodotte, sono a firma di specialisti; l’istanza non è né una diffida, né una denuncia alla Autorità giudiziaria; si tratta di una semplice richiesta alla Amministrazione locale, secondo lo Stato di Diritto, da parte di una cittadinanza inquieta e preoccupata; le Autorità sono tenute a prenderla in considerazione; l’istanza è una precisa richiesta di un procedimento amministrativo; il Sindaco, come P.A., è tenuto per Legge a rispondere alla richiesta di un atto amministrativo, dando riscontro entro termini ben precisi, e la risposta deve essere sulla base della documentazione sottoposta.

7) l’Ufficio protocollo del Comune è obbligato ad accettare l’istanza, ed a fornire un nr. di protocollo alla istanza?
Sì è obbligato e non può rifiutarsi, ma visto il grande numero di pagine di allegati, potrebbe essere che non sia subito disponibile un numero di protocollo; dunque tornare nei giorni seguenti, per avere il nr. protocollo preciso; in ogni caso, è assolutamente obbligatorio che l’impiegato comunale rilasci immediata e contestuale ricevuta, con data e timbro, della avvenuta presentazione della istanza al Sindaco.

8) Può firmare l’istanza rivolta al Sindaco una mamma od un papà che però non ha ancora la cittadinanza italiana?
La risposta è sì, certamente un cittadino di cittadinanza non italiana – ma residente nel Comune e dunque nell’iscrizione anagrafica dello stesso – è parte integrante del tessuto sociale della comunità’ locale, e dunque usufruisce di servizi ed e’ utente, e tenuto a pagare tributi al Comune come tutti, stabiliti dalla normativa locale, e può’ usufruire di agevolazioni sociali come tutti, se ne ha diritto; dunque, certamente puo’ firmare la istanza, basta sia cittadino del Comune (ivi residente).

9) Non c’è distinzione vero se il figlio è in scuola privata o pubblica… nel senso che un sindaco è sindaco di tutte le scuole?
Il Sindaco – ufficiale di Governo e Autorita’ sanitaria massima locale – è sindaco di tutte le scuole: la Legge nr. 119/2017 e’ chiara: parla di “scuole private non paritarie”, incluse negli adempimenti di Legge vigenti, e quando ad esempio vi è una ordinanza del sindaco per fronteggiare una calamità naturale o il maltempo, il sindaco può’ disporre la temporanea chiusura delle scuole, di tutte le scuole ovviamente, comprese le non paritarie, e fra l’altro i Comuni possono dare anche – cioe’ è loro facolta’ – contributi economici alle scuole non paritarie, ma con paletti ben precisi, ovvero se previsto da apposita Legge Regionale.

10) Se il Consigliere comunale vuole agire, cosa deve fare?
Con la presenza di uno o più Consiglieri comunali, di cui sia certa la volontà di agire in Consiglio Comunale, a tutela della inclusione scolastica e del Principio consensualistico, disciplinati da diritti costituzionalmente garantiti e da trattati che regolano medicina e bioetica, normati dal diritto comunitario internazionale (Principio di precauzione)

il Consigliere che vuole agire, si metta in contatto con cittadini che vogliono agire;
il cittadino deposita l’istanza al Sindaco (IV comma art.118 Costituzione della Repubblica italiana);
il Consigliere chiederà poi al Sindaco se egli è disposto a portare la questione sollevata dalla istanza, in Consiglio comunale, in seduta, per una apposita discussione e deliberazione comunale;

11) È vero che il Sindaco – per ordinare una sospensione in via cautelare dei dispositivi coercitivi della Legge 119/2017, cioè sanzioni pecuniarie e discriminazioni scolastiche con diniego di accesso ai servizi educativi e scolastici per la fascia 0-6 anni di età e sanzioni pecuniarie 0-16 anni di età – necessita di una qualche accordo o di un parere vincolante della ASL/AUSL?
No, è assolutamente falso. Il Sindaco è Autorità sanitaria massima locale, gerarchicamente è superiore alla ASL in quanto decisore politico.
Consula ASL e Prefetto per molte questioni – chiedendo pareri tecnici – ma essendo autorità sanitaria al vertice nel Suo Comune, è in grado di agire con discrezionalità ed autonomia, ad esempio emanando le cosiddette ordinanze urgenti e contingibili, le quali sono perfettamente legittime quando volte alla tutela della salute pubblica o dell’ambiente. Naturalmente devono essere fondate tecnicamente.

Tutto ciò in forza degli artt. 50/54 del Decreto legislativo TUEL (Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali) nr. 267/2000, con si legittima il Sindaco ad operare – quale Ufficiale di Governo – provvedimenti che prevengono ed eliminano “gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini (art. 54, “Attribuzioni del Sindaco nei servizi di competenza statale”).

Inoltre egli è legittimato a sospendere i profili discriminatori, anche in virtù del cosiddetto principio di precauzione, in forza anche della responsabilità penale colposa attribuita ad ignoti, sulla sicurezza dei vaccini e della loro composizione, attualmente in corso di accertamento in due indagini indipendenti, con profilo penale, presso le Procure della Repubblica di Torino e Roma.

Dall’articolo di Roberto Barocci, esperto ambientalista, ex docente statale in materie tecnico-economiche, apprendiamo che:

✔“il principio di precauzione è il principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici”.
Sentenza della Corte europea: (Trib. CE, Seconda Sezione ampliata, 26 novembre 2002, T-74/00 Artegodan)

✔Il Sindaco, massima autorità in fatto di salute pubblica, generalmente si deresponsabilizza dietro i pareri degli organi tecnici.
Invece la legge assegna a tale figura la responsabilità delle scelte in fatto di precauzione e può decidere anche in disaccordo al parere della USL.
Una sentenza del TAR Lazio a favore del Sindaco di Pontinia, in provincia di Latina, puntualizza che il Sindaco ha la facoltà di assumere autonomamente un parere vincolante, anche in contrasto con il parere della locale USL, quando è in gioco la salute pubblica, in forza degli articoli 216 e 217 del TULS (Testo Unico Leggi Sanitarie, Regio Decreto 27 luglio 1934 n. 1265, pubblicato in G.U. s.o. 9 agosto 1934 n. 186).

✔Spetta alla politica (al Sindaco) stabilire il livello del rischio accettabile o non accettabile. Questo è il punto che i nostri Sindaci dovrebbero assumere e che evitano accuratamente.

✔A conferma del potere del Sindaco, la Commissione Europea scrive in una sua Comunicazione sul principio di Precauzione (COM 2002-1) che la decisione è prettamente politica e non tecnica come si legge nella COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE sul principio di precauzione – Bruxelles, 2.2.2000 (PDF dal sito della Comunità Europea)

✔Di più: il Sindaco non può rifiutarsi di operare scelte e assumere un parere in coerenza con il principio di Precauzione, anche in virtù degli artt. 50 e 54 del decreto legislativo TUEL nr. 267/2000.

12) È necessario presentare copia della propria carta d’identità, allegandola alla istanza al Sindaco?
Siccome nel link allo studio legale che avevamo postato nelle indicazioni fornite, non c’era e non c’è riferimento alla copia carta d’identitià del mittente,
https://www.laleggepertutti.it/104446_come-si-scrive-unistanza#Cose_listanza 

ma vi sono Comuni – come quello di Mantova – che specificano invece che nella istanza vi debba essere copia c.identità in allegato, facciamo una integrazione alle informazioni necessarie per presentare l’Istanza al Sindaco.
Allegare sempre alla istanza – per scrupolo – la copia carta d’identità propria in corso di validità (fronte e retro), e di tutti i firmatari l’istanza stessa. Tutti gli allegati devono essere in formato PDF se si presenta via PEC. Se la istanza è già stata presentata, in assenza della copia carta d’identità, attendere che il Comune l’abbia accettata comunque, o se abbia chiesto integrazione documentazione. In caso di riufiuto della istanza, per mancanza di dati necessari, ripresentare l’istanza correttamente. La P.A. è obbligata ad accettare la nuova istanza corretta, non può rifiutarsi.
Il Comune può richiedere in ogni momento gli allegati cartacei;  i formati ammessi dalla Pubblica Amministrazione sono i seguenti:
Tipologia documenti inviati via PEC, PDF
Allegati provenienti da acquisizione da analogico (scansioni), PDF

Generalmente NON sono ammesse firme in formato immagine. In genere la P.A. valuta la correttezza formale dell’istanza/dichiarazione.

13) In caso di respingimento della istanza o non risposta alla istanza, priva di copia della carta d’identità, cosa fare? 
Qualora l’esito della valutazione della istanza sia negativo a causa di mancanza di documentazione, l’istanza/dichiarazione sarà dichiarata non formalmente corretta e potrebbe essere respinta al mittente. L’utente sarà invitato a ripresentare l’istanza al Comune, cioè al Sindaco nel caso specifico. Potrebbe accadere che non siano previste domande di integrazione di documentazione a proposito della istanza presentata già in precedenza, senza carta d’identità. Chiedere allo Sportello dello Comune se è possibile integrare la istanza con la copia carta d’identità, oppure se necessario ripresentare l’istanza. Considerando la mole di protocollo, è probabile che venga accettata l’integrazione. Ogni Comune agirà a sua discrezione, probabilmente. Se l’esito del controllo della istanza è invece positivo, si darà avvio al procedimento di valutazione della istanza al Sindaco, e la P.A. è obbligata a dare risposta alla istanza del cittadino, comunicandola per iscritto all’utente entro i termini di Legge.

14) Cosa rischia il Sindaco – subordinato gerarchicamente al Prefetto – che volesse emanare una ordinanza urgente e contingibile a tutela della salute pubblica, nel territorio della sua comunità locale? 
1) Annullamento prefettizio, a causa ad esempio di difetto di motivazione;
2) Impugnazione davanti al TAR da parte del Governo; per esempio da parte del Ministero della Salute o dell’Interno, e richiesta di annullamento, per ordinanza viziata da illegittimità (art. 138 TUEL, Legge nr. 400/1988)

IMPUGNAZIONE DEL PROVVEDIMENTO (ORDINANZA SINDACALE)

Entro 30 giorni con ricorso gerarchico al Prefetto per motivi di legittimità e di merito, entro 60 giorni al Tar per incompetenza, eccesso di potere o violazione di legge o, in alternativa, entro 120 giorni con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

15) Il cittadino può scrivere anche al Prefetto, per conoscenza, in riferimento alla istanza rivolta al Sindaco?
Il Sindaco che volesse agire – emanando una ordinanza urgente e contingibile – ai sensi dell’art. 54 TUEL nr. 267/2000, comma C, egli è tenuto ad informare preventivamente il Prefetto per quanto concerne l’ordine e la sicurezza pubblica.
Si dà il caso che Esista in certe Prefetture d’Italia il servizio chiamato “Scrivi al Prefetto”, Servizio rivolto al cittadino per esporre problematiche inerenti gli Uffici periferici dello Stato. Leggiamo direttamente dalla Prefettura di Lodi:
Fonte.
http://www.prefettura.it/lodi/contenuti/Scrivi_al_prefetto-173620.htm

Che cos’è “Scrivi al Prefetto”? Una nuova rubrica? Un’iniziativa volta alla semplificazione dei rapporti con la pubblica amministrazione?
È una possibilità che viene offerta al cittadino di sottoporre al Prefetto ed ai suoi uffici, utilizzando esclusivamente la posta elettronica, problemi e criticità avute nei rapporti con gli uffici periferici dello Stato.
Non è un ricorso – e non potrebbe esserlo – né un esposto, per i quali sono previsti adempimenti e regole precise da rispettare. Né il classico Ufficio Reclami a cui presentare le proprie doglianze.
È, piuttosto, una modalità, semplice e veloce, di rappresentare all’Ufficio Territoriale del Governo un problema personale sul quale e per il quale si chiede un aiuto, un consiglio, un indirizzo.
A questo punto, sempre ai sensi del IV Comma art. 118 della Costituzione, il cittadino che volesse informare solo per conoscenza il Prefetto, affinché magari egli tranquillizzi il Sindaco sulla legittimità o meno di soddisfare l’istanza dei cittadini, potrebbe rivolgere l’istanza al Sindaco, ed indicare solo per conoscenza al Prefetto, a cui manderebbe in un secondo momento – ad esempio dopo aver ricevuto nr. di protocollo – i dati di registrazione della istanza depositata e l’istanza stessa (allegati esclusi); dunque senza gli allegati completi, che eventualmente il Prefetto potrebbe richiedere direttamente al Sindaco, qualora lo ritenesse necessario e solo a sua discrezione.
Al contempo, il cittadino informerebbe così il Prefetto della situazione anomala e di rischio per la salute pubblica, già portata all’attenzione del primo cittadino, a cui egli si rivolge chiedendo tutela nell’interesse generale.
Importante, sarebbe controllare presso la Prefettura della propria città di provincia, quale modalità di comunicazione la Prefettura stessa consenta ai cittadini per scrivere al Prefetto.

Fonte.
http://www.prefettura.it/lodi/contenuti/Scrivi_al_prefetto-173620.htm

16) Il Sindaco non risponde alla istanza entro i termini di Legge (30 gg dal deposito protocollato)?
Gentile Sig. Sindaco
Con la presente Le si ricorda cortesemente che sono scaduti i termini di legge(30 gg) per la risposta alla istanza indirizzata alla Sua attenzione, e non abbiamo ancora ricevuto Sua risposta. Le ricordamo che Lei rappresenta ed esercita poteri decisionali della Pubblica amministrazione locale.

MANCATA RISPOSTA DELLA P.A. AL CITTADINO E CONSEGUENZE
Per legge il Sindaco deve rispondere per iscritto alla istanza del cittadino quando questa è una richiesta di procedimento amministrativo. Le conseguenze in caso di mancata risposta o giustificazione nel ritardo nella risposta, sono gravi (lasciamo a Lei consultare di quale rilevanza). Nella fattispecie della istanza al Sindaco, ci troviamo di fronte ad una vera e propria richiesta di procedimento amministrativo, e nel caso del procedimento amministativo richiesto, la P.A. è tenuta a rispondere obbligatoriamente per iscritto. Sia in caso di accoglimento, sia in caso di rigetto. L’atteggiamento di una Pubblica Amministrazione che rimanga “inerte” di fronte ad una istanza del cittadino, non è ammissibile.

SUGGERIMENTI: INOLTRO ALLA REGIONE
Le consigliamo, qualora Lei non se la senta di emanare una ordinanza urgente e contingibile, puo’ sempre portare la istanza ed gli allegati, in consiglio comunale, per una deliberazione, ed un inoltro alla Regione come interrogazione. Affinche’ sia quest’ ultima a valutare, e studiare deroghe agli adempimenti sanzionatori e discriminatori della Legge 119/2017. Le Ricordiamo che rimaniamo in attesa ancora qualche giorno, e che e’ gradita la risposta, doverosa, ad una cittadinanza inquieta che rivendica giustizia, pace sociale, rispetto di diritti umani e civili, e precauzione in presenza di controversie scientifiche
Cordialmente
I firmatari dell’istanza, numero protocollo… ecc…
Con osservanza

 

RIFERIMENTI

Fonte: http://roberto.barocci.info/2010/05/una-legge-che-i-sindaci-non-applicano/

UNA LEGGE CHE I SINDACI NON APPLICANO
Sul principio della Precauzione e sui doveri del Sindaco
di Roberto Barocci

 

Photo credit: kilarov zaneit, "Hands Up !", Unsplash

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