MASCHERINE AL BANCO: UDIENZA IL 14 APRILE 2021, RICORSO AL TAR LAZIO PER LA TUTELA ERGA OMNES FINO AI 18 ANNI DI ETÀ

L’Avvocato Michele Rodaro del Foro di Udine ci ha informati personalmente che la udienza concernente il ricorso da egli depositato presso il TAR Lazio di Roma ed in rappresentanza di oltre cento famiglie italiane – con il quale l’avvocato udinese ha chiesto alla magistratura in sede giurisdizionale amministrativa di intervenire sulla iniqua imposizione delle mascherine anche al banco scolastico, prevista per tutti i minori di scuola primaria e secondaria nonostante la distanza di sicurezza in “rima buccale” di 1 metro – è stata fissata per il 14 aprile 2021 alle ore 09.00.
La udienza coincide con l’udienza per la discussione dell’istanza cautelare dell’Avvocato Nicola Massafra – studio legale Massafra di Roma – che ha presentato analoghe doglianze al TAR Lazio ed aveva trovato già accolta dallo stesso TAR Lazio una precedente domanda di sospensiva,  per la quale il Tribunale amministrativo aveva disposto tutela anche per studenti e studentesse della scuola secondaria, affermando che “anche nella presente fattispecie le esigenze cautelari prospettate dai ricorrenti possono trovare adeguata tutela in un remand all’amministrazione perché rivaluti la prescrizione in rassegna, nei sensi di cui alla richiamata ordinanza n. 873/2021”.
Purtroppo le istituzioni di Governo – con il nuovo esecutivo del Presidente Mario DRAGHI – non hanno tenuto conto (e questo è incomprensibile ed imbarazzante) del severo monito del TAR Lazio indirizzato alla loro condotta politica e decisionale.
Oltre alla prossima udienza del 14 aprile 2021 presso il TAR Lazio (con i ricorsi dell’Avv Michele Rodaro e dell’Avv. Nicola Massafra), è atteso anche il pronunciamento del Giudice ordinario del Tribunale civile di Venezia, già adito dall’Avv Rodaro con analogo ricorso ma in sede civile, nel corso del quale l’avvocato ha già sollevato questione di legittimità costituzionale.

Continua e si fa sempre più aspro e cruciale il momento di confronto giudiziario già inaugurato nei mesi scorsi da altri avvocati (Avv.ti F. Scifo, L. Corrias, legali della Ass.ne Vaccipiano ed altri ancora) in rappresentanza di tante famiglie e comitati ed associazioni di tutta Italia, che ha come tema il rispetto dell’assetto costituzionale della Repubblica e del principio della riserva di legge, il principio di legalità, oltre che il rispetto dei diritti fondamentali dell’individuo ed una più autentica tutela della collettività anche considerato lo statuto giuridico di cittadini UE (per cui vale la CDFUE e soprattutto il rispetto del principio di proporzionalità), oltre ogni ipocrisia e logica di conflitto di interesse, per una autentica tutela dei diritti costituzionali in modo sistemico e non frazionato come sta avvenendo.

Luca Scantamburlo
25 marzo 2021

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Oggi – giustamente – genitori di tutta Italia festeggiano la vittoria degli Avvocati sardi Francesco Scifo e Linda Corrias e dei loro colleghi in affiancamento al TAR Lazio, con i quali è stato possibile avere la Ordinanza di Tribunale del 13 febbraio 2021 che lancia un pesante monito alla componente monocratica del Governo (la Presidenza del Consiglio dei Ministri) affinché nei prossimi DPCM vi sia più tutela ed attenzione alla fascia 6-11 anni di età (infradodicenni) in materia di mascherine al banco scolastico.
Il Tribunale ha dunque disposto all’Esecutivo di rivalutare la prescrizione delle mascherine in occasione dei prossimi decreti, in relazione alla fascia di età indicata (6-11 anni di età) ed all’obbligo di indossare la mascherina in ambito scolastico, con la possibilità di rimozione della stessa in condizioni di staticità.

Rimane il problema della fascia 12-18 anni di età, la quale risente ancora delle pesanti restrizioni di libertà e diritti – restrizioni inspiegabili – figlie delle decisioni dei DPCM di novembre e dicembre 2020 che hanno tradito i protocolli d’intesa approvati dalle Istituzioni a fine estate 2020, i quali avevano consentito per i mesi di settembre ed ottobre 2020 – a tutti gli studenti e studentesse d’Italia (non solo delle scuole primarie, ma anche delle scuole secondarie di primo grado e di quelle di secondo grado) – la rimozione della mascherina al banco durante le lezioni scolastiche, in posizione statica di sicurezza ed a distanza in “rima buccale” di 1 metro. Fascia di età – quella dai 12 ai 18 anni di età- che ad ottobre e settembre 2020 era rimasta tutelata anche dal potere dello Stato, il quale aveva previsto la rimozione della stessa al banco, in condizione di staticità.

La caduta della distinzione fra condizione statica al banco e condizione dinamica di assembramento – con le successive note ministeriali del Ministero della Istruzione che si sono adeguate pedissequamente alle generiche indicazioni dei DPCM, dal 3 novembre 2020 in poi – ha portato a pesanti restrizioni non solo in termini di espressione e libertà personale, ma anche a veri e propri pregiudizi di salute, relazionali, emozionali e fisiologici (non solo respiratori).

Mesi fa l’Avvocato Michele Rodaro del Foro di Udine – sollecitato da me e da altri genitori che mi sono vicini da tempo – ha risposto positivamente ad una nostra richiesta di azione giudiziaria concepita come ricorso collettivo in sede civile (ricorso d’urgenza ex art. 700 cpc) che ha portato circa novanta famiglie venete ad affidargli procura perché venga adita la autorità giudiziaria, alla quale si chiede il rispetto dei protocolli d’intesa di fine estate 2020 e dunque dei plurimi diritti soggettivi dei minori, tutelati costituzionalmente e non solo, in ottica integrata e sistemica.

La iniziativa dell’Avv Rodaro e dei genitori ricorrenti del Veneto e del Friuli Venezia Giulia ha poi ispirato indirettamente altri e portato genitori laziali a farsene interpreti, declinandola con una azione in sede giudiziaria amministrativa (al TAR Lazio), chiedendo alla autorità giudiziaria una tutela erga omnes fino ai 18 anni di età, in difesa dell’interesse legittimo: lo studio dell‘Avv Nicola Massafra di Roma ha accolto la proposta dei genitori laziali, allargando la iniziativa a tutta Italia e depositando un ricorso collettivo al TAR Lazio, che sarà oggetto di analisi nelle prossime settimane.

Nel frattempo il Tribunale di Venezia in sede civile interpellato dall’Avv Rodaro con il ricorso ex art 700 cpc, ha – con apposito decreto – fissato udienza per il 4 marzo 2021: dunque ha deciso di avere contradditorio fra le parti (ricorrenti sono le famiglie venete, parte resistente è il Ministero della Istruzione) e di non decidere “inaudita altera parte”, con un provvedimento d’urgenza che disponesse già ora la rimozione delle mascherine – o la possibilità di abbassamento – durante le lezioni scolastiche. Seppur in parte deludente, la fissazione di udienza è comunque una notizia positiva perché anche durante il contradditorio è possibile sollevare i numerosi profili di illegittimità costituzionale già palesi, che ledono diversi diritti e libertà dell’individuo tutelati anche dall’ordinamento giuridico europeo (CDFUE), oltre che minacciare nel breve e lungo periodo proprio quella salute psicofisica ed il benessere di milioni di adolescenti italiani che si vorrebbe tutelare in ottica estrema difensivistica, imbavagliando milioni di giovani sani ed asintomatici, prima ancora che mostrino eventuali sintomi similinfluenzali, invertendo l’onere della prova (si è sani fino a prova contraria), con dubbi benefici in termini di salute, e concependo la salute come mera assenza di infezioni e malattie, quando la stessa OMS sin dagli anni ’40 concepisce la salute come un completo stato di benessere psicofisico.

L’avvocato Michele Rodaro – dopo attenta valutazione e la notizia della udienza fissata in sede civile per il 4 marzo 2021 – ha accolto le richieste dei genitori ed ha – correggendo la rotta – manifestato la intenzione di depositare con le famiglie friulane (inizialmente pronte ad un deposito al Tribunale civile di Trieste) ed eventuali famiglie venete interessate, un deposito al TAR Lazio per perorare le proprie ragioni in difesa dell’interesse legittimo e dei diritti soggettivi degradati ad interessi legittimi dal più recente potere normativo ed autoritativo dello Stato.

Un ricorso collettivo presso il TAR Lazio è dunque allo studio presso l’Avvocato Michele Rodaro del Foro di Udine il quale – se riuscirà a raccogliere almeno un centinaio di famiglie ricorrenti (una decina hanno già dato adesione con procura alle liti) – è intenzionato a depositarlo entro la fine di febbraio 2021. Chi fosse interessato ad aderire, contatti in Telegram i genitori Barbara Todisco e Stefania Marchesini, a supporto con me in questa azione. Cento famiglie garantiscono una equa ripartizione di sforzo economico per affrontare le spese legali e processuali, che consente di sopportare un pregiudizio economico contenuto anche in caso di soccombenza (io stesso ho donato € 1000 al gruppo di genitori friulani, per agevolare il deposito al TAR, ed incoraggiare le adesioni).

Più saranno i punti di vista e le diverse argomentazioni portate alla attenzione della magistratura italiana tutta, e più saggia sarà la decisione che essa prenderà in merito alla imposizione delle mascherine al banco scolastico che riguarda milioni di adolescenti italiani, ancora nella età dello sviluppo e nella cosiddetta sinaptogenesi (che non termina con i 12 anni di età, ma prosegue, e su questo inspiegabile è il monito dell’OMS che ha fissato una soglia che si ferma ai 12 anni di età, come più critica, come se negli anni successivi non vi fossero ancora bambini ed adolescenti degni di tutela).
Il cervello degli adolescenti non è un prodotto finito: risente ancora di aggiustamenti e variazioni nella sua architettura in formazione (nelle sue connessioni sinaptiche ma non solo), e le più recenti ricerche delle neuroscienze lo hanno dimostrato con studi di Risonanza Magnetica.

Nondimeno, il problema non è solo medico-scientifico ma anche giuridico e costituzionale in primis: il debito di ossigeno e l’ipercapnia (con le conseguenze nell’ambito neurofisiologico) non sono gli unici effetti collaterali causati da un uso (abuso) della mascherina come dispositivo di protezione individuale delle vie respiratorie, indossata per molte ore consecutive. Vi sono aspetti legati al rispetto della dignità umana, della libera espressione corporea, della sicurezza personale anche in termini di autostima, ed emozionali e comunicativi (empatici in particolare), che non possono passare in secondo piano od essere taciuti.

Anche le relazioni interpersonali – e la struttura della personalità e dell’individuo che si forgia durante l’adolescenza fino all’età adulta – sono salute, ed interferire con l’espressione mimica facciale, del volto, portando ad un suo mascheramento, comporta una distorsione della percezione delle emozioni, dei sentimenti, del vissuto relazionale, perché si interferisce con la comunicazione non verbale che è la parte prevalente nella comunicazione fra gli esseri umani. E si limita ed amputa ciò che di più naturale vive nell’essere umano e soprattutto nei giovani, che a scuola non sono educati soltanto dal punto di vista cognitivo, istruiti, addestrati nelle arti e nelle scienze esatte e non esatte, ma sono protagonisti come esseri umani dal punto di vista antropologico, morale e sociale. Impedire ad un bambino o ad un adolescente di vedere il sorriso del proprio compagno di banco, od i suoi segnali di fastidio, sono una amputazione ed una offesa alla dignità personale ed alla libera espressione umana di gioia e tristezza. I giovani, bambini ed adolescenti, si costruiscono nelle loro relazioni, amicizie, difficoltà, fallimenti e successi, anche durante le tante ore che trascorrono nella scuola, che è un mondo fatto di tante attività, ma anche di pause, di momenti di evasione, di complicità e scherzi, non solo di passaggi chiave verso la maturità e la conoscenza, compiuti entro confini disciplinari.

La loro dignità umana deve essere sempre tutelata come da ultimo comma dell’articolo 32 della Costituzione della Repubblica, e vi deve essere un limite invalicabile all’Ars medica della Medicina, e soprattutto alle pretese del legislatore-scienziato e del legislatore-medico, come già sottolineato dal professor Stefano Rodotà nel suo volume Il diritto di avere diritti (Ed. Laterza, 2012).
Non esistono diritti tiranni nella Costituzione della Repubblica italiana ed il diritto alla salute non fa eccezione: sempre la loro tutela ed il loro rispetto deve avvenire in prospettiva sistemica e mai frazionata, e laddove non vi è rispetto della dignità umana non può certo esservi tutela della salute.

Luca Scantamburlo
13 febbraio 2021

Per approfondimenti sulle neuroscienze, si legga in proposito “LA MATURAZIONE CEREBRALE”, a cura di Unità di Ricerca, Innovazione, Tossicologia forense e Neuroscienze – URIToN, Università degli Studi di Firenze http://www.neuroscienzedipendenze.it/maturazione_cerebrale.html

Photo credits: Unsplash.com
Port-au-Prince, Haiti, Haitian school children, by Heather Suggitt
Girl with mask on and backpack reading a book, by Kelly Sikkema

Una risposta a "MASCHERINE AL BANCO: UDIENZA IL 14 APRILE 2021, RICORSO AL TAR LAZIO PER LA TUTELA ERGA OMNES FINO AI 18 ANNI DI ETÀ"

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  1. Sono più che d’accordo su tutto. Non avendo figli in età scolare, ma essendo insegnante, chiedo di considerare anche noi, che dobbiamo non solo portare la mascherina ma u
    parlare a voce molto alta, più del solito, perché la mascherina attutisce la voce, il “labiale” non può aiutare la comprensione, spesso dato il distanziamento gli alunni sono davvero lontani.
    Tutto questo gridare fa consumare molto ossigeno e reintrodurre molta anidride carbonica.
    La saturazione si abbassa notevolmente e ho sperimentato mal di testa, confusione mentale, tremori e una caduta abbastanza rovinosa.

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