ISTANZA AL MINISTRO: VACCINAZIONI E DIRITTO ALL’ACCESSO SCOLASTICO

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MODELLI - PERSONALIZZABILI - DELLA ISTANZA AL MINISTRO
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Allegato alla Istanza
DOWNLOAD RELAZIONE GIURIDICA Dr.ssa SIMONA GIACCHI
relazione-giuridica-giacchi-25 ott-2018

 

INTRODUZIONE
Alla fine degli anni’90 del secolo scorso comitati di genitori, cittadini e delegazioni di associazioni in difesa dei danneggiati da vaccinazione obbligatoria, si recarono più volte a Roma ricevendo udienza dall’allora Ministro della SanitàRosaria detta Rosy, Bindi (in carica dal 1996 al 2000) – la quale alla fine, sentita l’opinione del Ministero della Istruzione di allora Luigi Berlinguer, ascoltato il parere del Consiglio superiore di sanità – organo consultivo tecnico-scientifico del Ministero della Sanità –  il parere del Consiglio di Stato e successivamente ad una deliberazione del Consiglio dei Ministri, proposero al Presidente della Repubblica l’emanazione di un regolamento (fonte secondario nel diritto, un atto avente forza di legge ma più orientato nell’ambito amministrativo) che consentisse anche agli alunni non adempienti l’obbligo vaccinale – dunque non in regola con il calendario vaccinale – di frequentare la scuola dell’obbligo e di accedere agli esami di Stato.

Erano i tempi della grande attività in difesa dei diritti civili ed umani portata avanti da Nadia Gatti (Condav) e dal cittadino veronese Giorgio Tremante (morto nel 2017), e da tanti altri in prima linea ieri come oggi per difendere il diritto alla libertà di scelta in ambito terapeutico e medico. Furono loro – e chi li affiancò all’epoca – a sensibilizzare il Parlamento italiano che approvò la Legge nr. 210/1992 sul riconoscimento dell’indennizzo a beneficio di coloro che riportano lesioni alla propria integrità psicofisica a seguito di vaccinazioni obbligatorie (in seguito riconosciuto anche per le non obbligatorie).
Anche Ferdinando Donolato (Corvelva) fu tra coloro che si recarono dal Ministro della Sanità dell’Epoca, per perorare questa causa in difesa dei diritti del fanciullo, nel suo accesso ai servizi scolastici ed educativi, a prescindere dal suo profilo sanitario conforme o meno al calendario vaccinale obbligatorio per legge.

Il pressing e gli argomenti persuasivi portati alle Autorità politiche da parte della cittadinanza – costituita dall’insieme di associazioni, comitati e liberi cittadini – condussero all’emanazione del DPR nr. 355/1999, costituito da un unico e semplice articolo, firmato dall’allora capo di Stato, Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1999/10/15/099G0427/sg

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 gennaio 1999, n. 355, “Regolamento recante modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518, in materia di certificazioni relative alle vaccinazioni obbligatorie”. (GU Serie Generale n.243 del 15-10-1999)

Il DPR nr. 355/1999 non abolì l’obbligo vaccinale. Consentì il rispetto del primo comma dell’art. 34 della Costituzione della Repubblica italiana, il quale afferma che “la scuola è aperta a tutti”, ponendo fine ad una evidente discriminazione scolastica fra gli alunni (fra chi era in regola parzialmente o totalmente con il calendario vaccinale obbligatorio vigente allora, e chi non lo era per una prudente scelta di obiezione esercitata dai genitori o da chi deteneva la ex patria potestà, oggi chiamata responsabilità genitoriale). La stessa controversa Legge nr. 119/2017 – che ha inasprito le sanzioni ed introdotto evidenti discriminazioni di accesso scolastico nella fascia di età 0-6 anni di età, nell’usufruire dei servizi educativi e scolastici di asili nido e scuole d’infanzia – è in linea con il rispetto del DPR nr. 355/1999, tuttora vigente nell’ordinamento giuridico italiano. Fra l’altro, detto regolamento imponeva già allora ai Dirigenti scolastici di comunicare situazioni non conformi al calendario vaccinale, direttamente alle autorità sanitarie locali, per opportuni ed eventuali tempestivi interventi. Il tutto facendo salva, ovviamente, la possibilità  “da parte dell’autorita’ sanitaria di interventi di urgenza ai sensi dell’articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.”.

Si era così giunti ad un bilanciamento saggio fra i diritti all’autodeterminazione del singolo cittadino, nell’esercizio delle sue libertà (costituzionalmente garantite) ed i diritti dello Stato di esercitare un potere sanitario anche forte e coercitivo, che dunque aveva ed ha un limite alla compressione dei diritti del singolo. Venivano così pienamente riconosciuti i diritti propri dello giusnaturalismo.

 

Cicero
Marco Tullio Cicerone

MANIFESTO DELLA AZIONE CIVILE: ISTANZA AL MINISTRO
È possibile oggi – dopo la recente riforma della vaccinoprofilassi, avvenuta con la Legge nr. 119/2017, ed anche all’indomani della Sentenza della Corte Costituzionale che ha respinto il ricorso della Regione Veneto sulla potestà legislativa in ambito sanitario, in riferimento alle vaccinazioni e contro il Decreto “Lorenzin” – riproporre la medesima via ed azione, su una scala più grande?
La Legge nr. 119/2017 – legge ordinaria dello Stato – non ha introdotto l’obbligo vaccinale (già vigente da decenni, a parte la parentesi della sua sospensione nella Regione Veneto, dal 2008 al 2017, con apposita legge regionale), ma soltanto inasprito le misure sanzionatorie ed introdotto discutibili e controverse misure discriminatorie previste per il suo rispetto, entrando fra l’altro in conflitto con norme di pari rango e con norme di rango superiore (anche a livello internazionale). La riforma del Titolo V della Costituzione della Repubblica italiana – che risale a quasi venti anni fa – ha introdotto il cosiddetto principio di sussidiarietà orizzontale, disciplinato al IV comma dell’art. 118 della Costituzione della Repubblica. I cittadini possono dunque – in forma singola o associata – farsi portavoce di criticità e problematiche e progetti, e proporre alle Autorità politiche soluzioni ed attività nell’interesse generale. I normali cittadini senza incarichi politici possono cioè divenire anche una potenziale fonte ausiliaria di diritto, ed essi avanzano così proposte nell’interesse generale; tali proposte o richieste di intervento, sono chiamate ad essere vagliate – se legittime ed opportune – dalle autorità politiche dello Stato o delle Regioni o delle città.

” […] Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.”
IV comma, art. 118, Costituzione della Repubblica italiana

Quale migliore attività nell’interesse generale di quella in cui la cittadinanza invoca il rispetto dello ius cogens, il rispetto di diritti civili ed umani costituzionamente garantiti, riconosciuti dallo Stato non perché propri del diritto positivo, ma perché propri del diritto naturale? Nel farlo essi porteranno all’attenzione delle Autorità problematiche sociali, ragionamenti tecnici e giuridici, e richiameranno l’attenzione delle Autorità su situazioni di discriminazione, disagio sociale e psicologico, su notizie di reato, su evidenze documentali poco considerate o finora ignorate dal Legislatore, e sul rispetto del principio di precauzione e della prassi della norma cautelare; il tutto suggerendo l’ipotesi di agire politicamente in avversione o contrasto con le attuali linee guida ministeriali (che dunque necessiterebbero di essere riviste ed adeguate) qualora vi sia una controversia scientifica che paventa un potenziale danno alla salute, non valutata con la sufficiente attenzione, proprio nell’interesse generale ed a beneficio di tutti (farmaci più sicuri, da sottoporre a controlli di qualità più stringenti, ed in un contesto di non imposizione coercitiva).

ISTANZA AL MINISTRO: MODELLO DEL TESTO
I modelli di lettera aperta/istanza al ministro in questa proposta di azione civile nazionale ad adesione libera e volontaria (sia da parte di associazioni, sia parte di comitati o singoli cittadini, che non necessitano di alcun permesso o adesione scritta) saranno almeno tre nelle nostre intenzioni, ed indirizzati a tre distinti ministri, compreso quello per la Famiglia e le disabilità (gli altri dicasteri pensati sono quello alla Salute ed il MIUR).
Eventualmente preparemo anche per il Ministro dell’Interno, se c’è qualche attinenza/competenza (in effetti potrebbe esserci, visto che il parere del CdM – Consiglio dei ministri – è opportuno in un tema così delicato, ed il Ministro dell’Interno è parte del CdM, organo esecutivo del Governo italiano).
Una parte della lettera sarà pensata nello specifico per il Ministro a cui si rivolge.
Una seconda parte sarà la medesima per tutti e tre, nel contenuto di motivazioni e riflessioni espresse.
Servirà una eventuale concertazione/discussione e deliberazione nell’ambito del CdM (Consiglio dei ministri), che eventualmente sentirà anche il parere del Consiglio di Stato (che già si espresse negativamente nell’aprile 2017 – con l’ordinanza nr.1662, sezione III, respingendo la domanda cautelare di due famiglie inadempienti l’obbligo vaccinale, dopo ‎un pronunciamento del TAR di Trieste contro di loro – ma ora il Consiglio di Stato avrebbe a disposizione nuovi elementi e nuove informazioni cruciali da tenere presente, come notizie di reato sulla sicurezza dei vaccini, e la certezza di documentazione medico-scientifica agli atti presso la magistratura inquirente, e dunque nuove censure fondate nel senso giuridico di critiche da valutare).

Sarebbe anche fondamentale avere semaforo verde da parte del Consiglio superiore di sanità organo di consulenza tecnico-scientifica del Ministero della Salute (CSS, rinnovato nella sua composizione dei trenta nominati non di diritto, proprio recentemente, nel dicembre 2018, e dunque l’occasione è particolarmente propizia).
Dunque sia il CSS sia il Consiglio di Stato verrebbero probabilmente interpellati in proposito qualora vi fosse un possibile accoglimento dai ministri nel discutere le istanze, e le richieste dei cittadini siano valutate legittime e fondate.
Qualora vi fosse una risposta contraddistinta da un proposito positivo/costruttivo da parte del Ministro della Salute e del MIUR, essi comunque dovrebbero trovare poi sostegno anche presso altri enti istituzionali e dicasteri, oltre che nella figura e ruolo del Presidente della Repubblica italiana, che sarebbe colui che infine – persuaso dai ministri dopo attente discussioni con loro – avrebbe l’ultima parola e potrebbe – essendo in tal caso necessario – apporre la eventuale firma sul nuovo regolamento (DPR), se esso fosse giuridicamente possibile alla luce delle attuali conoscenze.

IL CITTADINO /ASSOCIAZIONE/COMITATO SOTTOSCRIVE LA ISTANZA:
NOI NON RACCOGLIAMO LE ISTANZE
I cittadini in forma individuale o associata, che decideranno liberamente di inviare la propria istanza sottoscritta, lo faranno sotto la propria responsabilità – ed eventualmente modificheranno la istanza nel testo – e la invieranno all’indirizzo del Ministro competente e per conoscenza, se lo ritengono opportuno, ad eventuali testate della stampa/mass media/ associazioni e comitati (omettendo i propri dati sensibili).
La istanza è una proposta, non è né una denuncia all’autorità giudiziaria né una petizione. Una proposta formulata ed avanzata nell’interesse generale presentata ai sensi del IV comma art. 118 Costituzione (principio di sussidiarietà orizzontale).
Può essere accolta o rigettata dalla autorità interpellata dalla cittadinanza. È un diritto costituzionale del cittadino formulare proposte nell’interesse generale e nel farlo il cittadino affianca la P.A. (Pubblica Amministrazione), e si pone come possibile fonte di diritto, indicando attività o progetti o interventi soggetti a valutazione da parte delle Autorità.

SE NON SONO D’ACCORDO, POSSO MODIFICARE IL TESTO DELL’ISTANZA? SÌ
Chi non vuole sottoscrivere nella lettera i riferimenti e le riflessioni bioetiche sulla “ideologia gender”, e su quanto correlato ad essa (compresa la possibile ordinaria manipolazione farmacologica puberale fisiologica, all’orizzonte), non si preoccupi: non farà altro che cancellare / barrare quanto non condivide, oppure fare editing e riformulare il testo sulla base della propria sensibilità ed opinione personale, indicando che ha modificato il contenuto del testo base. Le lettere saranno aperte, modificabili.
Chi vuole, aggiunga riflessioni personali.

ALLEGATI E PERSONALIZZAZIONE
Prevediamo un solo allegato (una relazione giuridica). Chi vuole, potrà allegare altro e specificare che lo ha fatto di sua iniziativa anche se l’unico allegato da stampare, ha già sufficienti argomentazioni giuridiche e riferimenti medico-scientifici, tutti rigorosamente citati nelle loro fonti. Dunque appesantire la istanza con ulteriori allegati, non ci sembra opportuno, ma ognuno è libero di farlo.
Opportuno e doveroso scrivere alcune righe personali, al termine, nello spazio bianco previsto, per personalizzare la istanza.

INVIO ISTANZA: MODALITÀ
Ai fini del protocollo, si consiglia invio tramite raccomandata A/R cartacea, oppure
tramite PEC – per chi possiede una casella email di posta elettronica certificata – per avere ricevuta elettronica avente valenza legale.
Divulgheremo i modelli delle istanze, personalizzabili, quanto prima.

Luca Scantamburlo & Valentina De Guidi
12 dicembre 2018

 

Fonte immagine: foto della “Statua di Prometeo”, alla Università portoghese di Minho, Braga, foto di Alberto (Portugal), 13 marzo 2006, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic license, Wikimedia, cc-by-sa-2.0, Foto originariamente postata in Flickr da hashashin at https://www.flickr.com/photos/37268230@N00/112083914.
Fonte immagine Marco Tullio Cicerone: OpenClipArt, Creative Commons Zero 1.0 Public Domain License

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