VACCINAZIONI E LA LEGGE 119/2017: INTERVISTA AL PROFESSOR DANIELE TRABUCCO, COSTITUZIONALISTA

Palazzo_della_Consulta_Roma_2006
Palazzo della Consulta, Piazza del Quirinale, Roma. Credits: By Jastrow [Public domain], from Wikimedia Commons

“SI È GIOCATO SOLO IL PRIMO TEMPO DELLA PARTITA”

A beneficio di tutti diffondo l’intervista telefonica realizzata ai primi di ottobre 2018 e rivolta al gentile professor Daniele Trabucco, che ha accettato di parlare con me della controversa Legge nr. 119/2017, la quale ha riformato recentemente la vaccinoprofilassi per la prima infanzia ed adolescenza (inasprendo un obbligo vaccinale già vigente da decenni in Italia, e che non è stato introdotto dal Decreto del 7 giugno 2017 n. 73, Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, cosiddetto “Lorenzin”, contrariamente a quanto si crede), e soprattutto della sentenza nr. 5/2018 della Corte Costituzionale (del Palazzo della Consulta), la quale si è pronunciata sul giudizio di costituzionalità in via principale promosso nell’estate 2017 dalla Regione Veneto, che negli ultimi dieci anni con lungimiranza aveva basato la propria politica sanitaria vaccinale a livello regionale, sulla persuasione e sul dialogo e non sulla coercizione.

Per una lettura della sentenza della Consulta, ecco il link

https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2018&numero=5

Ecco il file audio della intervista registrata il 05 ottobre 2018, liberamente scaricabile:

audio intervista         found-craft-icons-6-2015011125

Nel corso della intervista audio, il professor Trabucco entra nel merito della sentenza e del ricorso della Regione Veneto, e discute anche un possibile ricorso alla Consulta in via incidentale (o di “eccezione”), tuttora possibile e che egli si auspica, così come altri costituzionalisti più autorevoli di lui. L’esperto costituzionalista – docente universitario presso l’UNIMED di Milano, nonché dottore di ricerca in Istituzioni di Diritto Pubblico della scuola di Giurisprudenza di Padova – ricorda anche che l’anno scorso si è persa l’occasione di invocare i cosiddetti “poteri istruttori” della Corte Costituzionale, che avrebbero potuto – se richiesti ai Giudici – consentire alla Corte di approfondire meglio certe questioni, acquisire nuovi e diversi dati dal punto di vista medico-scientifico ed epidemiologico, e valutare dunque con un maggior numero di elementi, il ricorso promosso dalla Regione Veneto.

IMG_1794
Da sinistra, il professor Daniele Trabucco, docente esperto costituzionalista, al centro il prof. Livio Giuliani (biofisico e matematico), ed a destra il dottor Giorgio Romano Vitali (chimico fisico). 11 marzo 2018, Verona, Auditorium Verdi, convegno L’autodeterminazione del cittadino.

Commento brevemente ora io, a titolo personale pur non essendo un addetto ai lavori, ma ci tengo a farlo perché credo che la logica possa essere utile e sufficiente per un cittadino che si reputa coscienzioso e libero: leggiamo insieme il seguente passaggio della sentenza nr 5/2018:

“[…] In particolare, questa Corte ha precisato che la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art. 32 Cost.: se il trattamento è diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri; se si prevede che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che è obbligato, salvo che per quelle sole conseguenze che appaiano normali e, pertanto, tollerabili; e se, nell’ipotesi di danno ulteriore, sia prevista comunque la corresponsione di una equa indennità in favore del danneggiato, e ciò a prescindere dalla parallela tutela risarcitoria (sentenze n. 258 del 1994 e n. 307 del 1990).”

tale ragionamento, legittimo, parte dal presupposto che la vaccinoprofilassi preservi sempre e comunque non solo la salute di chi riceve il vaccino (dunque una misura di protezione personale) ma anche vada ad incidere sul benessere della collettività, sullo stato di salute degli altri, in senso positivo, migliorativo e protettivo. Nondimeno, il ragionamento – valido giuridicamente ovviamente – contiene una premessa fallace, e dettata dal fatto che non tutti gli elementi sono stati valutati correttamente ed in modo esaustivo: attualmente in Italia l’uso esclusivo sin dall’anno 2002 del vaccino antipoliomielitico denominato Salk (IPV) a virus ucciso, in luogo del vaccino orale Sabin (OPV) a virus vivo ma attenuato, non sta creando da 16 anni – e non crea – alcun effetto gregge in Italia, per le caratteristiche tecniche intrinsiche proprie del vaccino stesso (il vaccino Salk non è capace di creare barriera immunologica intestinale, a differenza del vaccino Sabin che lo fa, e che è stato accantonato saggiamente sia in USA alla fine degli anni’90, sia in Italia alcuni anni dopo, per un principio di precauzione: per evitare il rischio di contrarre – vaccinandosi – la paralisi flaccida vaccino-associata).

Analogo discorso può essere fatto per la vaccinazione antitetanica, contro il tetano (malattia non contagiosa, per cui la vaccinazione è, al limite, una misura di protezione personale), e per la vaccinazione antidifterica, contro la difterite, per cui l’uso della vaccinazione di massa non è in grado di arrestare il contagio in caso di epidemia. Anche per la vaccinazione contro la pertosse, il vaccino anti-pertosse attualmente in uso non consente di ottenere una “protezione di gregge”.  E così via (per la vaccinazione contro la rosolia, al contrario, si può avere effetto gregge, ma sono necessari diversi richiami del vaccino, se l’immunizzazione non avviene per via naturale, contraendo la malattia stessa attraverso il virus selvaggio).

Queste puntualizzazioni sono note a tutti i medici infettivologi onesti intellettualmente e non in conflitto di interesse, e sono state anche portate in parte all’attenzione del Parlamento, dal dottor Maurizio Romani, Senatore della passata XVII Legislatura ed allora Vicepresidente della XII Commissione permanente Igiene e Sanità, durante le accese discussioni per la conversione in Legge del decreto nr. 73/2017.

Questo ci dice anche una altra cosa: se le vaccinazioni possono non avere alcun beneficio collettivo ma costituire solo una discreta misura di protezione personale (e non sempre cfr. i cosiddetti no reponders), significa che i cosiddetti determinanti sociali (potabilizzazione delle acque, rispetto delle norme igienico-sanitarie, uso della quarantena, ecc…) – come si evince anche dallo studio dei grafici statistici ufficiali e storici, che riportano l’andamento epidemico in funzione del tempo durante il secolo scorso – sono fattori fondamentali nell’arginare e prevenire lo scoppio di malattie invalidanti e potenzialmente mortali. Le vaccinazioni, che sono spesso misure di protezioni personali, hanno un peso nel garantire la salute, ma è evidente che non è stato decisivo nel corso della storia moderna. Anzi, considerando il gran numero di sospette reazioni avverse alle vaccinazioni non correttamente registrate o denunciate ai sistemi di farmacovigilanza.

Ed allora, se i Giudici della Corte Costituzionale parlano nella loro sentenza del fatto che il Legislatore debba essere guidato dalla ricerca medica, e che il

“[…] contemperamento di questi molteplici principi lascia spazio alla discrezionalità del legislatore nella scelta delle modalità attraverso le quali assicurare una prevenzione efficace dalle malattie infettive, potendo egli selezionare talora la tecnica della raccomandazione, talaltra quella dell’obbligo, nonché, nel secondo caso, calibrare variamente le misure, anche sanzionatorie, volte a garantire l’effettività dell’obbligo. Questa discrezionalità deve essere esercitata alla luce delle diverse condizioni sanitarie ed epidemiologiche, accertate dalle autorità preposte (sentenza n. 268 del 2017), e delle acquisizioni, sempre in evoluzione, della ricerca medica, che debbono guidare il legislatore nell’esercizio delle sue scelte in materia (così, la giurisprudenza costante di questa Corte sin dalla fondamentale sentenza n. 282 del 2002).”

risulta palese che a guidare il Legislatore, negli ultimi due anni, non sembra essere stato un buon pastore, che sa dove condurre il proprio gregge di pecore al riparo dal temporale improvviso, o dal lupo famelico in agguato. E lo dico a ragion veduta nel momento in cui sia durante la conversione in Legge del decreto 73/2017, sia durante l’udienza della Corte Costituzionale che si è pronunciata sul ricorso della Regione Veneto, erano (e sono ancora in corso oggi) indagini preliminari penali sulla sicurezza, produzione e somministrazione dei vaccini (ipotesi di reato formulate contro ignoti). Una indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Torino, su esposto del Codacons Piemonte, ed una avviata dalla Procura della Repubblica di Udine su circostanziato esposto a firma di un genitore preoccupato (il sottoscritto), che ha fatto aprire un fascicolo penale trasferito quasi immediatamente, a marzo 2017 e per competenza territoriale, alla Procura della Repubblica di Roma, ove tuttora è aperto.

Se l’anno scorso i legali della Regione Veneto avessero avanzato alla Corte la richiesta di poter esercitare i propri poteri istruttori, magari motivando attentamente le ragioni (ad esempio portando la notizia di reato in merito alla sicurezza dei vaccini, sopra ricordata), probabilmente la musica sarebbe stata diversa, e forse la Legge 119/2017 sarebbe stata cancellata parzialmente, in alcuni suoi profili discriminatori.
Siamo ancora in tempo – come società civile fatta di medici coscienziosi,  associazioni, comitati e liberi cittadini sovrani – a guidare sulla retta via il Legislatore, il quale è di nuovo chiamato – nelle discussioni del cosiddetto DDL 770 – in scelte difficili in tema di salute, e questa volta ci si augura che avvenga nel pieno rispetto dei diritti soggettivi naturali dell’individuo (propri dello giusnaturalismo, e che sono recepiti anche dalla carta costituzionale, in alcuni suoi articoli).

Come possiamo guidare il Legislatore sulla retta via? Raccontando la verità. Tutta, senza omissioni, a chi di dovere a livello istituzionale, ed al pubblico italiano, il quale merita una informazione a 360 gradi, non censurata, e non pilotata da una macchina di propaganda che privilegia un paradigma medico-scientifico unico, dominante ed aggressivo, all’insegna delle radiazioni dei medici dubbiosi, dei procedimenti disciplinari e di indagine nei confronti dei medici che vaccinano “poco”, e della censura della informazione. Un paradigma ed una etica professionale che viene foraggiata addirittura, in taluni casi, con il bonus del premio economico, come incentivo, elargito dalla politica sanitaria ai medici pediatri che raggiungono alte quote e determinate soglie di percentuali di vaccinati fra i propri piccoli pazienti.

10 luglio 2017
“VACCINI: IN TOSCANA PREMI IN DENARO FINO A 3000 EURO AI PEDIATRI CHE VACCINANO ALMENO IL 95% DEI PROPRI ASSISTITI”
CODACONS: PROVVEDIMENTO SCANDALOSO. ESPOSTO A PROCURA E CORTE DEI CONTI E DIFFIDA ALL’ORDINE DEI MEDICI DI FIRENZE. QUALI RISORSE VENGONO UTILIZZATE PER REGALARE SOLDI AI CAMICI BIANCHI?

Fonte sull’accordo siglato dalla Regione Toscana: https://codacons.it/vaccini-toscana-premi-denaro-3000-euro-ai-pediatri-vaccinano-almeno-95-dei-propri-assistiti/

Si legga, per confronto e contradditorio, questo articolo che contesta in parte il ragionamento del Codacons:

Pediatri: il Codacons si sbaglia, in Toscana il premio va a chi non fa vaccinare”

https://www.nove.firenze.it/pediatri-il-codacons-si-sbaglia-in-toscana-il-premio-va-a-chi-non-fa-vaccinare.htm

Si legga anche questa notizia di Lucia Conti, del 26 giugno 2018, QS, Quotidiano online di informazione sanitaria:

“Vaccini. Sotto verifica dell’Omceo di Vicenza 4 pediatri che “vaccinano poco”. Ma l’Ordine precisa: “Nessun intento punitivo”. Indagini anche su altri medici segnalati dalla Ulss”

Sotto osservazione 4 pediatri i cui pazienti hanno tassi vaccinali più bassi della media. E dalla Ulss sono arrivate anche segnalazioni di certificati di esonero alla vaccinazione firmati sempre dagli stessi dottori, non solo pediatri, e il sospetto che in questo caso si tratti di medici no-vax prende forma. “Ma non accuseremo nessuno senza solide prove”, dice il presidente Omceo Vicenza Michele Valente, che precisa: “La nostra missione non è punire i medici, bensì aiutarli a superare i loro dubbi e le resistenze dei loro pazienti. Ma siamo anche pronti a provvedimenti disciplinari, se sarà necessario”.

http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=63242

“Resistenze dei loro pazienti”? Superare i “dubbi”? Tutta la storia della scienza, della epistemologia e delle evoluzione e crescita della “arte medica” (la medicina non è una scienza esatta, ma molti medici e dirigenti sanitari sembrano dimenticarlo, al giorno d’oggi) è basata proprio sul dubbio, e sul suo esercizio, che è il sale della conoscenza.
Il mio commento finale su queste ultime notizie di cronaca, citate e davvero avvilenti – e qui sì lo faccio da possibile addetto ai lavori, in quanto mi sono formato all’Università proprio studiando con docenti di storia della scienza ed epistemologia – è il seguente: nulla di più lontano dai precetti galenici ed ippocratici del “primum non nocere”.

© Luca Scantamburlo
03 novembre 2018

Riferimenti: Sentenza nr. 5/2018 Corte Costituzionale, su giudizio di legittimità costituzionale (r.r. n. 51 del 2017) avverso il decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73 (Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale), per intero e con riguardo agli art. 1, commi da 1 a 5, 3, 4, 5 e 7; la Regione Veneto aveva altresì promosso un giudizio di legittimità costituzionale (r.r. n. 75 del 2017) avverso il d.l. n. 73 del 2017, come convertito dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, sia nella sua interezza, sia con riguardo all’art. 1, commi 1, 1-bis, 1-ter, 2, 3, 4 e 6-ter, e agli artt. 3, 3-bis, 4, 5, 5-quater e 7.

Trabucco
Estratto intervista, 2018
Intervista al Prof. Daniele Trabucco

intervista audio telefonica a cura di Luca Scantamburlo: il parere del prof. Trabucco, un addetto ai lavori del mondo giuridico.
Intervista diffusa nel sito

www.11marzo2018.veronacittadinisovrani.wordpress.com

Data intervista: 05 ottobre 2018

fonte: “Vaccinazioni e la Legge 119/2017: intervista al professor Daniele Trabucco, costituzionalista”

Alcuni argomenti evidenziati nella intervista al ricercatore e docente:
VACCINI E NORMATIVA VIGENTE: RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE, IN VIA PRINCIPALE ED INCIDENTALE – PRESUNTO ABUSO DELLA DECRETAZIONE (ASSENZA DI PRESUPPOSTI DEL DECRETO 73/2017) – IL RICORSO DELLA REGIONE VENETO PRESSO LA CONSULTA CONTRO IL DECRETO 73/2017 E LA SUA CONVERSIONE IN LEGGE 119/2017, ED IL MANCATO UTILIZZO DEI POTERI ISTRUTTORI DELLA CONSULTA (UNA OCCASIONE MANCATA)

ESTRATTO DAL MINUTO 10 SECONDO 28 della intervista

“[…] Luca Scantamburlo: ” […] Questo era proprio il tema del secondo quesito che volevo porti “[…]” C’era un punto, una tua affermazione, che tu hai fatto in occasione del tuo intervento molto …. molto preciso e puntuale e sempre ben argomentato, che riguardava i Poteri istruttori della Consulta. Allora volevo chiederti, … ti sei interrogato sul perché, ad esempio, la Regione Veneto non ha invocato i poteri istruttori della Consulta. Puoi magari spiegare meglio al pubblico cosa intendevi?”

Prof. Daniele Trabucco : “Diciamo …. diciamo questo, allora noi sappiamo che la” Legge Lorenzin “è in realtà un Decreto Legge convertito in legge. Un decreto legge è un atto normativo avente forza di legge che è adottato non dal Parlamento ma dal Governo della Repubblica – che è l’organo costituzionale del potere esecutivo – in base al comma secondo dell’articolo 77 della nostra Costituzione vigente, quando c’è una situazione di straordinarietà, urgente necessità. Allora la Regione Veneto nel suo ricorso – che fra l’altro … al quale ha collaborato anche una mia stimatissima collega di Dottorato di Ricerca molto brava e molto preparata […] ha fatto veramente un lavoro eccellente … “

Luca Scantamburlo: “Possiamo fare il nome, così diamo merito?”

Prof. Daniele Trabucco : ” È stata la dottoressa Elisabetta Vigato, una allieva di un grande maestro del diritto costituzionale che è il prof. Antonini, che fra l’altro è […] nominato da poco Giudice della Corte Costituzionale. Viene da una delle scuole… diciamo più autorevoli più importanti […] sono veramente dei grandi maestri oggi – fra l’altro anche molto giovane… – del diritto costituzionale. E la Regione li’, aveva opportunamente messo in evidenza Ma c’è una situazione di urgenza, di straordinarietà e di necessità … Tale da giustificare l’adozione del decreto legge? Cioè della serie: Vuoi introdurre l’Obbligo vaccinale ? È una valutazione libera e discrezionale del Parlamento, però insomma, non c’è una situazione – questo era quello che contestava la Regione – tale da addirittura richiedere il decreto legge, quindi un provvedimento di urgenza ….”

Luca Scantamburlo: “Sì […] Fra l’altro, ribadito dallo stesso Presidente del Consiglio, Gentiloni, il quale in occasione della conferenza stampa disse proprio quello che stai dicendo tu, che non c’era nessuna emergenza”.

Prof. Daniele Trabucco : “Perfetto. Bravissimo, concordo in pieno, quindi secondo me non c’erano i presupposti del decreto. Quindi quando manchi i presupposti del decreto legge, io utilizzo uno strumento in maniera illegittima….”

Luca Scantamburlo: ” È un abuso? È un presunto abuso, quindi, un abuso?”

Prof. Daniele Trabucco: ” È un abuso della decretazione perché devono esserci tre presupposti giustificativi: deve esserci una situazione di straordinarieta’ e di urgente necessita’ . Io quando lo spiego a lezione, nelle mie lezioni di istituzioni di diritto
pubblico, dico sempre: Ragazzi pensate ad una calamità naturale, un terremoto, […] bisogna stanziare i primi fondi, per i soccorsi, sospendere momentaneamente il pagamento […] il pagamento …”

Luca Scantamburlo: ” Dei tributi ” .

Prof. Daniele Trabucco: ” […] delle tasse, delle imposte, quindi lì si interviene. Qui non c’era. Allora cosa ha fatto la Corte Costituzionale? E qui secondo me una parte della dottrina costituzionalistica ha criticato questo atteggiamento della Corte. Ha in qualche modo giustificato l’adozione del decreto legge, dando per vero, cioè in qualche modo assumendo come presupposto, tutta una serie di dati scientifici che mettevano in evidenza – se guardate proprio le argomentazioni della sentenza 5 del 2018 lo vedete, questo – che il calo delle coperture vaccinali, avrebbe comportato il riemergere di tutta una serie di patologie, insomma, più o meno serie […] “

Luca Scantamburlo: “Su una mera ipotesi . Praticamente “

Prof. Daniele Trabucco: “Prego?”

Luca Scantamburlo: “Sì, su una mera ipotesi, quindi si è giocato … “

Prof. Daniele Trabucco: “Sì, una mera ipotesi, comunque dei dati che potevano essere opinabili, su cui non c’è un consenso della comunità scientifica”.

Luca Scantamburlo: “No, tutt’altro direi ” .

Prof. Daniele Trabucco: “Intervengo in ambiti che non mi competono. Però, in quel caso lì, cosa poteva fare la Corte Costituzionale, in base alle leggi vigenti? Poteva esercitare i cosiddetti poteri istruttori, cioe’ prima di decidere poteva in qualche modo assumere delle ulteriori informazioni, attingere ad ulteriori fonti, per vedere o meno se quei dati che circolavano nella comunità scientifica, erano dei dati che trovavano o meno, fondamento, tali da giustificare l’adozione di un provvedimento di urgenza come il decreto legge. Allora una parte della dottrina costituzionalistica – non tutta però, una parte ed io in questa parte devo dire, mi ritrovo – ha in qualche modo lamentato il mancato utilizzo – cosa che la legge pero’
consente alla Corte – […] Il mancato utilizzo dei poteri istruttori. E quindi forse, vista la delicatezza del tema, abbiamo davanti un obbligo vaccinale ….”

Luca Scantamburlo: “Inasprito. Inasprito. Certo “

Prof. Daniele Trabucco: “Inasprito. […] Coinvolge fasce d’età da zero … in avanti. Fino a sedici anni. Insomma, abbiamo bambini, abbiamo neonati, abbiamo bambini … abbiamo ragazzi in fase di adolescenza, che già frequentano la scuola secondaria di secondo grado. È vero che poi le sanzioni sono modulate, l’esclusione è prevista come sappiamo solo per le scuole dell’infanzia, non è prevista per la scuola primaria, per la scuola dell’obbligo. Però insomma proprio per la delicatezza del tema, per il numero di vaccinazioni, ricordo dieci, beh insomma forse una attenzione maggiore, una attenzione maggiore da parte della Corte, senza con questo andare a sindacare perche’ non è competenza della Corte Costituzionale, è scelta del Parlamento, forse sarebbe stata più opportuna “.

FINE TRASCRIZIONE ESTRATTO


Inviato da AOL Email App per Android

Immagini: Wikimedia Commons per il Palazzo della Consulta, e Creative Commons Zero 1.0 License, Openclipart, per l’icona del microfono. Foto convegno di Verona, 11 marzo 2018, di Luca Scantamburlo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: