VACCINI ED ACCESSO SCOLASTICO: VIOLATO IL PRIMO COMMA DELL’ART. 34 DELLA COSTITUZIONE?

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LA SCHIZOFRENIA GIURIDICA DI UNA
ITALIA ALLO SBANDO

Sindaci che ignorano notizie di reato delle indagini della magistratura contro ignoti, su sicurezza e somministrazione vaccini.

Sindaci che ignorano il valore dello “ius cogens”, nel rispetto di diritti umani inviolabili

Sindaci che ignorano il principio di precauzione del diritto comunitario

Art. 34, I comma: La scuola è aperta a tutti
(Costituzione della Repubblica Italiana)

Press

Se ne assumeranno tutta la responsabilità: morale in primo luogo, ma anche giuridica.

Ci riferiamo a quel pugno di Sindaci meridionali o dell’Italia centrale – ed alcuni particolarmente agguerriti, soprattutto nella meravigliosa terra pugliese – i quali annunciano sin da agosto 2018 severe e draconiane ordinanze sindacali che – sulla base della Legge n. 119/2017 – nei loro territori comunali minacciano di sbarrare prossimamente la strada, l’accesso e la frequenza scolastica a bambini non in regola con il certificato vaccinale, o inadempienti rispetto al calendario vaccinale obbligatorio nella fascia d’età 0-6 anni di età. Il tutto con il pretesto della tutela della salute pubblica ed in forza del ruolo da loro ricoperto.

Le ordinanze sembrerebbero tecnicamente legittime (ordinanze urgenti e contingibili in materia di igiene e sanità, ai sensi del cosiddetto TUEL, d.lgs. 267/2000, artt. 50/54) ma le motivazioni con cui sono emanate sembrano molto discutibili e le conseguenze di esse sono importanti, per tutta una serie di ragioni che esporremo.

Questa restrizione di accesso scolastico che cavalca la discriminazione già introdotta dalla legge n. 119/2017 – addirittura accompagnata da inasprimento delle sanzioni pecuniarie – suona davvero paradossale: da mesi centinaia di genitori e cittadini di più Regioni di Italia stanno infatti rivolgendo al proprio sindaco la cosiddetta”Istanza al Sindaco” per una sospensione in via cautelare dei profili discriminatori e sanzionatori previsti dalla Legge 119/2017. Sono già state depositate e protocollate istanze in diversi comuni delle seguenti Regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Veneto e Valle d’Aosta. In tutto questo, una stampa ed un sistema mass-mediatico distratto per non dire altro, ha dato poca visibilità o non ha dato alcuno spazio a questa notevole forma di partecipazione popolare ai problemi della comunità: i cittadini si stanno affiancando alla pubblica amministrazione locale avanzando proposte e documentando le loro preoccupazioni, nell’interesse generale. Diventano possibile fonte di diritto.
Nell’aderire volontariamente a questa azione civile nazionale, i cittadini italiani preparano personalmente l’istanza al Sindaco (richiesta di procedimento amministrativo) ai sensi del IV comma dell’art. 118 della Costituzione della Repubblica italiana (“principio di sussidiarietà orizzontale“), ed ai sensi del principio di precauzione del diritto comunitario (art. 191 TFUE, rif. Comunicazione della Commissione Europea sul principio di precauzione, Bruxelles, 02.02.2000,).
Cose che la maggior parte dei Sindaci italiani sembra ignorare, stando ad alcune fredde e brevi loro risposte alle istanze, che rigettano la istanza senza entrare nel merito dei problemi sollevati dai cittadini e messi agli atti, e sottovalutando la responsabilità penale colposa in corso di accertamento.

I cittadini allegano 8 (otto) relazioni tecniche, che nella primavera 2018 i sottoscritti di questo comunicato stampa hanno commissionato ad addetti ai lavori del mondo giuridico, genetico, medico-scientifico, chimico fisico e farmaco-economico, nonché epistemologico.
Oltre duecento pagine di allegati che fondano la istanza al Sindaco, e mostrano come la discrezionalità di agire del Sindaco – in base alle proprie prerogative ed attribuzioni – può portare ad una iniziativa politica che scongiuri o minimizzi minacce o potenziali rischi non meglio valutati per la salute pubblica della comunità di cui il Sindaco è primo cittadino, e difenda i diritti umani e civili tutelati a livello costituzionale (artt. 2,3,13,32 e 34) ed internazionale. Potenziali rischi che possono avere anche serie conseguenze sulla salute, a breve o lungo termine, in misura non determinabile a priori.
Negli allegati tecnici vi è anche la notizia delle ipotesi di reato della magistratura inquirente, attiva da oltre un anno sul versante della sicurezza dei farmaci vaccini. Che uno Stato – ed ora anche la pubblica amministrazione locale, cioè gli Enti locali – impongano coercitivamente (con ricatto di sottrazione del diritto alla istruzione e socializzazione dei fanciulli) farmaci oggetto di indagine per potenziali inquinanti inorganici – che ne indicano la loro possibile imperfezione – è davvero al di fuori di ogni buon senso e principio di precauzione.

Una follia giuridica che fra l’altro, potrebbe portare a serie conseguenze: qualora vi fosse un rinvio a giudizio per farmaci guasti ed imperfetti e delitti colposi contro la salute pubblica (le attuali ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti): migliaia e migliaia di italiani – soci di associazioni a tutela dei consumatori – potrebbero costituirsi parte civile in un gigantesco processo dalle implicazioni politiche e sanitarie immense: senz’altro per danni morali, ma non solo, e visto anche il pregiudizio e la minaccia di perdita di diritti nell’immediato, non più recuperabili (bambini a cui viene sottratto il diritto allo studio ed alla educazione e socializzazione, in un fase cruciale di crescita del fanciullo).

Uno scandalo sanitario e politico dalle proporzioni storiche, mai viste sinora.

Con la scusa di alcuni focolai epidemici di morbillo nel suo naturale manifestarsi ciclico a picchi (una malattia esantematica generalmente a decorso benigno nella maggioranza dei casi, un tempo mai considerata un serio problema dalle autorità sanitarie dei Paesi con buoni determinanti sociali) ed in totale assenza di emergenze sanitarie dichiarate, una classe politica vergognosa ed omologata ad un pensiero unico dominante, ha imposto d’urgenza un decreto (n. 73/2017) che prevedeva inizialmente 12 vaccinazioni obbligatorie per la prima infanzia ed adolescenza, introducendo sanzioni pecuniarie più elevate (già esistenti) e discriminando l’accesso scolastico per asili e scuole d’infanzia, luoghi non solo di cura ed accudimento, ma divenuti da anni una vera e propria scuola (senz’altro quella d’infanzia, ex materna) in continuità educativa verticale con la scuola dell’obbligo.
Il fatto che gli emendamenti e le discussioni al Senato avute luogo nell’estate 2017 abbiano poi mitigato il decreto e ridotto a 10 le vaccinazioni obbligatorie, non toglie che la obbligatorietà del calendario vaccinale vigente fino al maggio 2017, sia stata inasprita oltre ogni ragionevolezza (da 4 vaccinazioni obbligatorie a 10), quando diverse vaccinazioni in calendario non creano nemmeno alcun presunto effetto gregge o perché la malattia stessa non è contagiosa (nel caso del tetano), oppure perché non in grado di interrompere la catena di contagio a causa di limiti tecnici propri del vaccino stesso, come il vaccino antidifterico ed il vaccino antipoliomielite tipo Salk inattivato (IPV) attualmente in uso in Italia (a differenza di quello orale tipo Sabin a virus vivo attenuato denominato OPV, in grado di interrompere la catena di contagio ma non più utilizzato in Italia dal 2002 per motivi di sicurezza in quanto responsabile in rari casi della poliomielite paralitica vaccino-associata). Dunque in Italia al momento le vaccinazioni contro difterite, poliomielite e tetano sono, al limite, solo misure di protezione personale, in quanto il tetano non è contagioso, e la vaccinazione contro la difterite non impedisce la circolazione del germe, ed analogo discorso vale per la vaccinazione contro la poliomielite impiegando IPV, che non impedisce il diffondersi del virus. Ben altra cosa sono la cura delle condizioni igienico sanitarie e le misure di quarantena, estremamente utili ed efficaci nel passato nell’arrestare focolai epidemici di malattie mortali od invalidanti.

Ma la cosa più grave è la conversione in Legge mentre erano in corso ben due indagini penali della magistratura – quella presso la Procura della Repubblica di Torino a seguito dell’esposto Codacons Piemonte (Avv. Tiziana Sorriento) – e quella trasferita presso la Procura della Repubblica di Roma già a marzo 2017 a seguito dell’esposto depositato da un genitore presso la Procura della Repubblica di Udine; Procure che avevano ed hanno individuato ipotesi di reato in merito alla somministrazione e sicurezza dei vaccini. Procedimenti penali aperti contro ignoti e di cui la stampa italiana ha dato notizia con colpevoli mesi di ritardo, e non con adeguata rilevanza, a giudizio di chi scrive.
Inoltre, non possiamo esimerci dal ricordare che anche se non vi fossero attualmente procedimenti di indagini penali preliminari ed i farmaci fossero esenti da possibili imperfezioni o guasti, essi sarebbero sempre prodotti biotecnologici con un profilo di rischio ben specifico per ciascuno di essi, ed il rischio non è mai nullo come affermato dallo stesso ISS di Roma (il “rischio zero per un farmaco non esiste”1), e dunque vi sarebbe in ogni caso un rapporto beneficio (presunto)/rischio (certo) da valutare di volta in volta dall’avente diritto, ed in base al diritto internazionale ed al codice deontologico medico, ed anche in base ai principi della Costituzione della Repubblica italiana, vi sono diritti inviolabili della persona umana tutelati proprio dagli Stati, così come il rispetto della dignità ed autodeterminazione della persona. Il principio del consenso libero ed informato è cogente: può essere compresso in stati di necessità (e reali emergenze sanitarie) ma mai annullato completamente.
Alcuni sindaci interpellati in proposito nel corso della citata azione civile nazionale, non hanno cassato o rigettato la istanza al Sindaco rivolta loro negli ultimi mesi da una cittadinanza preoccupata e vigile, ma la hanno inoltrata ad enti terzi (per competenza) perché venisse valutata attentamente nelle sue richieste.
Enti terzi come ASL/AUSL o Prefetture, Regioni oppure Ministeri ai quali è stata inoltrata in copia la istanza, allegati compresi; ne consegue che vi sono fondati motivi per ritenere non solo un azzardo spropositato la recente riforma della vaccinoprofilassi per prima infanzia ed adolescenza, ma addirittura una possibile violazione dei diritti del fanciullo tutelati da norme di rango superiore ad una semplice Legge ordinaria dello Stato (come la L. 119/2017).
Cioè una probabile per non dire certa violazione del cosiddetto “ius cogens”.
Per non parlare poi delle implicazioni e delle responsabilità (anche ai sensi dell’art. 28 della Costituzione) dei funzionari e dipendenti dello Stato e degli enti pubblici:
“I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici [cfr. art. 97 c. 2].”
Rivolgiamo dunque con il presente comunicato stampa, un invito a tutti i Sindaci italiani a valutare con estrema attenzione e prudenza non solo le istanze che perverranno alla loro attenzione nei prossimi mesi da parte di cittadini obiettori ed informati, per una richiesta di sospensione in via cautelare degli strumenti coercitivi della Legge n. 119/2017, ma soprattutto li invitiamo a valutare le possibili conseguenze nei loro confronti che ordinanze sindacali da loro emanate con leggerezza, per una restrizione di accesso scolastico, potrebbero avere come responsabilità civile e colposa qualora il quadro fosco già emerso, venisse per ipotesi confermato in futuro dalle indagini della Magistratura, accertando con sentenza passata in giudicato una eventuale responsabilità per culpa in vigilando od in eligendo, addirittura in seno ad articolazioni dello Stato. Una eventualità, quest’ultima, remota ma non impossibile.

Negligenza, imprudenza ed imperizia potrebbero infatti essere stati fattori cruciali nella determinazione di questa disgraziata situazione attuale: una società italiana litigiosa, in conflitto continuo sin dal maggio 2017, separata all’interno delle famiglie e nelle comunità scolastiche. Una società lacerata nel suo tessuto sociale in tema politico-sanitario, in cui i bambini e gli immunodepressi sono divenuti strumento e non più fine e bene supremo da tutelare. Cui prodest? Fatturati di miliardi a livello mondiale, sono cresciuti negli ultimi anni nell’ambito della vendita e somministrazione dei vaccini, e ciò è una realtà innegabile, ben documentata. Inconfutabile. Secondo la storia della scienza ed i principi epistemologici, la medicina non è una scienza esatta e non lo è mai stata (anche se aspira ad esserlo a causa della ignoranza sempre più diffusa fra chi la pratica e la studia) e non dovrebbe prestarsi – in quanto nobile arte che trova il suo principio fondante nel motto primum non nocere – a meri interessi economici di profitto, a discapito della salute e dei diritti inviolabili dell’essere umano.

Se veramente è la salute che sta a cuore dei decisori politici, essi lo dimostrino con fatti in coerenza con la realtà, e chi di dovere si adoperi perché questi farmaci vaccini che vengono iniettati per via intramuscolare sin dal terzo mese di vita degli infanti, vengano meglio monitorati in qualità e ne sia studiato il problema di sicurezza emerso recentemente. Una prossima moratoria e sospensione dell’obbligatorietà (non il loro ritiro dal commercio, estrema soluzione) non solo è possibile, ma è la cosa più sensata da fare per tutelare la salute pubblica quando sostanze inquinanti non segnalate, di natura inorganica e solida, anche ad alta densità atomica, sono presenti in misura diversa nei vaccini ad uso umano. Ciò andrebbe a tutela anche di chi si vaccina senza se e senza ma, perché nel futuro immediato verrebbero garantiti maggiori controlli ed un domani anche vaccini di qualità superiore. A beneficio dunque di tutti. Ma in una situazione di farmaci offerti, a disposizione e su richiesta, non imposti in maniera indiscriminata e con coercizione o ricatto. Una volta risolto tale problema drammatico di sicurezza – chissà quando, visto che non se ne vede la volontà da parte della classe dirigente italiana – la costante presenza nei vaccini oltre all’antigene immunizzante, di sostanze chimiche segnalate correttamente nei bugiardini come antibiotici, conservanti e stabilizzanti – che garantiscono la “shelf life” (data di scadenza o vita del prodotto farmaceutico sullo scaffale) ed anche di adiuvanti in certi vaccini, presenti per potenziare la riposta immunitaria – sconsiglia assolutamente una vaccinazione di massa indiscriminata che non tenga conto delle caratteristiche uniche dell’individuo e di una personalizzazione della cura nonché del consenso libero ed informato del paziente, che fra l’altro si sottopone da sano ad una terapia farmacologica profilattica la cui componente di scommessa è ineludibile come atto medico invasivo. Esiste anche il problema della contaminazione biologica e della mutazione imprevedibile del genoma virale attenuato: la contaminazione o la presenza di “sostanza residua” costituita da residui di DNA umano (quello di origine fetale è usato per la produzione di alcuni vaccini, come quello contro la rosolia o la varicella) o residui virali o cellulari di origine animale provenienti dalle colture in laboratorio, sollevano problemi etici non marginali, ed è un rischio che è noto alle ditte farmaceutiche e recentemente la questione è stata portata alla attenzione anche della opinione pubblica e delle Autorità (deposito di un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma in data 16 agosto 2018) da una lodevole iniziativa della Associazione Corvelva (Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni). Questa associazione veneta sostiene e si batte – come altre realtà italiane – per una vaccinoprofilassi libera da imposizioni o discriminazioni, ed ha commissionato ad un laboratorio specializzato esami su alcuni campioni di vaccini, ed i risultati delle analisi NGS di sequenziamento genetico hanno evidenziato che alcuni non sarebbero conformi in termini di sicurezza ed efficacia. Quindi oltre alla contaminazione inorganica, è rilevante anche la presenza di contaminanti o residui genetici estranei.

Sindaci d’Italia, mettetevi dunque una mano sulla coscienza o sul petto, vicino al cuore, e chiedete dunque a Voi stessi da che parte volete stare: dalla parte della imprudenza e propaganda, oppure dalla parte del buon senso, della giustizia, e di una cittadinanza che rivendica soltanto il rispetto dei diritti civili ed umani.
A voi la risposta ed il peso morale della Vostra futura scelta.

Luca Scantamburlo & Valentina De Guidi
04 settembre 2018,
contatti email: cittadinisovrani@mail.com

1542142302

azione civile nazionale di cittadini sovrani, "Istanza al Sindaco"
https://11marzo2018veronacittadinisovrani.wordpress.com
1 “[…] anche i vaccini, come tutti i farmaci esistenti, hanno un profilo rischio-beneficio e che il cosiddetto “rischio zero” per un farmaco non esiste. “Vaccini e vaccinazioni. Valutazione della qualità di vaccini ad uso umano. Centro nazionale per il
controllo e la valutazione dei farmaci”, Cncf-Vaccini, Istituto superiore di sanità, 3 agosto 2017. Fonte: http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/ValutazioneQualitaVaccini.asp

Fonti per ulteriori informazioni

ISTANZA AL SINDACO: STOP A SANZIONI E DISCRIMINAZIONI SCOLASTICHE
https://11marzo2018veronacittadinisovrani.wordpress.com/2018/03/24/istanza-al-sindaco-stop-a-sanzioni-e-discriminazioni-scolastiche/

RESISTENZA CIVILE CONTRO LA DERIVA AUTORITARIA: SCUOLE APERTE A TUTTI, COME DA I COMMA ART. 34 COSTITUZIONE
https://11marzo2018veronacittadinisovrani.wordpress.com/2018/08/20/resistenza-civile-contro-la-deriva-autoritaria-scuole-aperte-a-tutti-come-da-i-comma-art-34-costituzione/

17 Agosto 2018 Associazione Corvelva
VACCINEGATE? Depositato l’esposto Corvelva relativo alle analisi metagenomiche
https://www.corvelva.it/blog/gli-speciali/ricerche-corvelva/336-vaccinegate-depositato-l-esposto-corvelva-relativo-alle-analisi-metagenomiche.html

7 giugno 2018
VACCINI: IL CODACONS SI OPPONE ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DISPOSTA A TORINO CHIESTE AL GIP ULTERIORI INDAGINI PER INTERPRETARE I RISULTATI DEL CONSULENTE DELLA PROCURA. INTANTO ARRIVANO I PRIMI RISULTATI DELLE ANALISI COMMISSIONATE DALL’ASSOCIAZIONE AD UNA UNIVERSITA’ DANESE. CONFERMATA LA PRESENZA DI INQUINANTI NEI VACCINI ANALIZZATI
https://codacons.it/vaccini-il-codacons-si-oppone-alla-richiesta-di-archiviazione-disposta-a-torino/

 

Allegati al comunicato stampa

* FAC-SIMILE RICHIESTA DI REVOCA / ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA DEL
PROCEDIMENTO DI DINIEGO ACCESSO SCOLASTICO /
motivazioni giuridiche a cura della dr.ssa Simona Giacchi (2018)

* TESTIMONIANZA DI GIORGIA SCATAGGIA, IMMUNODEPRESSA (14 agosto 2018)

* LETTERA APERTA ALL’INGEGNER NICOLA POMARO. L’IMPOSIZIONE DI VACCINI
OBBLIGATORI SALVERA’ SEMPRE GLI IMMUNODEPRESSI? UNA RIFLESSIONE, CON DATI ALLA MANO, SULL’INCREMENTO DI COPERTURA VACCINALE
(30 giugno 2017)

* COMUNICATO STAMPA AVV. ROMANO G.A. – SCANTAMBURLO LUCA
(09 novembre 2017)

Icona di Immagine: Hand Of Fatima Polyprismatic, By GDJ
Created 2018-11-13, Creative Commons Zero 1.0 License.

FINE COMUNICATO STAMPA
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